Il fumo di sigaretta è responsabile di circa 400 casi in più ogni anno, solo in Italia, di malformazioni tra i nuovi nati. A lanciare l'allarme, e anche un appello, è il pediatra e direttore del Centro internazionale difetti congeniti di Roma, Pier Paolo Mastroiacovo: Ancora oggi, gli effetti del fumo durante la gestazione vengono sottovalutati da molte donne ed S a loro che ci rivolgiamo, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che si celebrer. domani, per invitarle a smettere subito se hanno in programma una gravidanza.
In Italia, ha spiegato l'esperto, circa il 3% dei neonati nasce presentando delle malformazioni imputabili a varie cause, ma il fumo nelle donne in gravidanza aumenta di molto tale percentuale di rischio. Un fattore spesso sottovalutato, se si pensa - ha aggiunto Mastroiacovo - che il 25% delle donne continua a fumare a inizio gravidanza. Così, ha sottolineato l'esperto, si può stimare che ogni anno si registrino circa 300-400 casi di malformazioni in più tra i nuovi nati correlabili, appunto, al fumo. Per questo, ha sottolienato Mastroiacovo - anche direttore dell'International Clearinghouse for Birth Defects and Surveillance (ICBDSR), una organizzazione non governativa che collabora ufficialmente con l'Organizzazione mondiale della sanità e che comprende 44 Programmi di Sorveglianza dei Difetti Congeniti operanti in tutto il mondo - è fondamentale incoraggiare i professionisti della sanità. ad informare le donne in et. fertile sulle conseguenze negative del fumo sulla riproduzione umana.
Il fumo, infatti, aumenta il rischio di avere gravidanze difficili e bambini con un peso basso alla nascita, e soprattutto aumenta il rischio di morte improvvisa e di alcune malformazioni comuni come ad esempio la labio-palatoschisi (labbro leporino) e di quelle meno comuni come la gastroschisi (bambini nati con le viscere fuori dall'addome), quest'ultima più frequente nelle donne molto giovani. Correlabili al fumo in gravidanza, poi, sono anche forme di cardiopatia nel neonato e difetti degli arti, mentre si ipotizza che le sigarette durante il periodo di gestazione possano influire - ha detto il pediatra - anche sul futuro quoziente intellettivo del nascituro, anche se tale correlazione non è stata ancora confermata.
Poichè il rischio di malformazioni comincia al momento del concepimento, quando la donna non sa ancora di essere incinta, i medici, è l'avvertimento dello specialista, dovrebbero avvertire le loro pazienti spingendole a smettere di fumare il prima possibile, soprattutto quando la gravidanza è desiderata. Proprio il primo periodo di gestazione, ha spiegato Mastroiacovo, è infatti il più delicato per la formazione degli organi e smettere di fumare al secondo mese di gestazione, quanto ad effetti sul feto, potrebbe già. rivelarsi tropo tardi. Dunque, il primo mese e mezzo di gestazione è il più critico e per diminuire il rischio malformazioni - ha concluso - l'ideale per la donna sarebbe smettere di fumare almeno 2 mesi prima del concepimento ma, visto che tale momento è difficile da prevedere, il consiglio, se si pensa di avere un bambino, resta quello di dire addio alle sigarette il prima possibile.