Mi chiamo Albina e mi ritengo una donna fortunata. Anagraficamente, non sono giovanissima, ma il mio spirito lo è; ed ho energia, vitalità e simpatia da fare invidia ad una ventenne. Vivo in una bella città e ho un lavoro di cui sono molto soddisfatta. Un unico neo: dal ’93 soffro di problemi alla tiroide. Mi si sono formati dei noduli alla base del collo, una sorta di gozzo, la cui origine, i numerosi medici che mi hanno visitato non sono riusciti a identificare con precisione. La medicina convenzionale, di fronte a questo disturbo non ha soluzioni soddisfacenti, se non l’asportazione chirurgica o ricorrenti aspirazioni del siero contenuto nei noduli; due soluzioni in ogni modo non risolutive.
Così, nel corso di sei anni, ho dovuto subire numerosi prelievi di liquido. La prima volta che ho avuto questa specie di «gozzo» non riuscivo neanche a dormire, poiché nella posizione coricata, mi schiacciava gli organi interni. Ero costretta a dormire seduta. Ho vissuto così quindici giorni d’inferno, dormendo seduta, finché mi sono convinta di andare da un endocrinologo bravissimo, il quale utilizzando appositi aghi, ha aspirato il liquido formatesi all’interno dei noduli. In seguito, nonostante le ripetute aspirazioni e la terapia a base di Eutirox (è un medicinale che inibisce l’attività della tiroide e quindi riduce la produzione di liquido), il gozzo ha continuato a riformarsi.
Il problema è che, mentre i primi aghi aspirati sono poco dolorosi, man mano che i trattamenti si ripetevano, l’epidermide del collo diventava sempre più sensibile. Tant’è vero che dopo un anno e mezzo non riuscivo ad indossare più neanche una camicia o un maglione a collo alto.
Anche l’alcolizzazione, che consiste nell’inoculazione all’interno delle cisti di alcool allo stato puro, non aveva portato nessun giovamento. L’ultima chance rimaneva l’asportazione della tiroide e rassegnarmi ad assumere Eutirox per tutta la vita. Un’eventualità che io non volevo neanche prendere in considerazione.Insomma ero disperata. Poi ho incontrato l’alimentazione naturale… e la mia vita è cambiata.
L’incontro con l’alimentazione naturale
Tutto è iniziato con una conferenza, tenuta da Pino Zammataro, cuoco ed esperto di cucina naturale, che guarda caso parlava dell’efficacia della macrobiotica nella cura dei disturbi alla tiroide. Devo dire che prima d’allora, consideravo la macrobiotica, come un inutile scimiottamento dei gusti alimentari orientali.
Una sorta di rinuncia. Insomma associavo la macrobiotica a qualcosa di negativo. Ero convinta, come tanti, che diventare macrobiotici significasse essere tristi, rigidi, chiusi. Sono una persona poco propensa ai cambiamenti, ma dopo quella conferenza mi si accese come una lampadina.
«E se davvero fosse sufficiente – mi chiesi – cambiare alimentazione per guarire?» Per capirci meglio, decisi di avere un colloquio con il relatore. Il primo consiglio che mi diede Pino Zammataro, fu quello di modificare drasticamente la dieta. Eliminai la carne e introdussi i cereali integrali d’origine biologica (riso, grano saraceno, miglio), il miso (fermentato di soia e sale) e tanta verdura. I primi passi non furono facili, si trattava di introdurre nella dieta alimenti con i quali avevo poca pratica, dei quali ignoravo non solo le modalità di preparazione, ma persino dove acquistarli. Fu un caro amico ad aiutarmi nei primi passi nel mondo dell’alimentazione naturale e della macrobiotica, facendomi conoscere i pochi centri specializzati esistenti a Piacenza. Con il tempo, luoghi come il Pane Quotidiano, L’albero del Pane e lo Spaccio Macrobiotico, divennero ben presto per me abituali, in essi trovavo non solo gli alimenti della nuova dieta, ma anche consigli e suggerimenti per
consumarli.
Le alghe
Gli alimenti che più di tutti hanno più contribuito a rivoluzionare la mia dieta sono state le alghe kombu. Ogni quindici giorni, ne preparo 50 grammi (cotte per tre ore e mezzo in un litro e mezzo d’acqua, con 10 grammi di sale) che poi consumo nell’arco di cinque giorni. All’inizio suonava strano anche a me nutrirsi di alghe, ma l’idea di riuscire a risolvere i miei disturbi modificando semplicemente l’alimentazione, mi ha dato l’entusiasmo per andare avanti.
Ovviamente non esiste una ricetta valida per tutti, ma sicuramente l’alimentazione naturale può dare un aiuto concreto nella risoluzione di un gran numero di patologie.
Almeno questa è la mia esperienza: ho iniziato a seguire la dieta suggerita da Pino Zammataro nel gennaio del ‘99; nel maggio dello stesso anno ho subito l’ultima alcolizzazione e da allora non è stato necessario nessun altro intervento.
Continuo a fare i miei controlli periodici, e tutti i valori sono entro la norma. All’inizio l’endocrinologo che mi segue da dieci anni non capiva; rilevava che le cisti si riducevano gradualmente (oggi sono ridotte del 60 per cento e ogni anno perdono due millimetri di diametro), nonostante abbia diminuito anche l’assunzione di Eutirox. Non se ne faceva una ragione. Ad ogni visita mi chiedeva quale portentoso rimedio stessi assumendo. Io mi limitavo a rispondergli che avevo solo cambiato dieta, non mangiavo più carne, ma cereali, verdure ed alghe. Insomma ero diventata macrobiotica. E lui, regolarmente, mi rispondeva: «Va bene, ma questo non c’entra niente». Era diventato una sorta di gioco, tra noi.
A distanza di tre anni dall’inizio della nuova dieta, non solo non mi s’ingrossano più le cisti, ma non soffro più neanche di tachicardia, spossatezza e di sbalzi d’umore. In effetti, i disturbi alla tiroide sono molto subdoli, perché si ripercuotono inevitabilmente anche sul lato emotivo. Prima della macrobiotica vivevo giorni terribili con il morale sotto le scarpe e poi due giorni dopo magari mi sentivo al settimo cielo. Ora il mio umore si è stabilizzato. Grazie all’eliminazione dei latticini, anche i reni hanno tratto giovamento dalla nuova dieta: non ho più avuto un raffreddore né una febbre e le mie difese sono notevolmente migliorate. Inoltre mi sento più vitale. Prima, mi sentivo molto spesso stanca. Adesso sono molto attiva e sento di avere la mente molto lucida.
L’alimentazione naturale ha semplificato la mia vita e mi ha liberato la mente. Ho imparato ad essere più padrona di me stessa. Ho appreso un nuovo modo di cucinare basato non solo sull’utilizzo di alimenti prima sconosciuti, ma soprattutto sul concepire l’alimentazione e la nutrizione in maniera diversa. D’altra parte, e questo l’ho capito dopo, i cereali integrali come il grano saraceno, il riso integrale e il miglio non sono così estranei alla nostra cultura alimentare, sono stati solo messi da parte, perché meno pratici dei derivati del grano (soprattutto pasta), più semplici da preparare e da condire.
Con la macrobiotica ho imparato ad essere più paziente, a dedicare il giusto tempo alla cucina e soprattutto a masticare, masticare moltissimo. Con l’alimentazione naturale ho scoperto il vero sapore del riso e degli alimenti in generale. Ho riscoperto le cose semplici.
Una buona forchetta
Potrà sembrare strano; ma sono diventata anche una buona forchetta. Il problema di oggi è che le nostre papille gustative non hanno più la capacità di sentire il gusto di un tempo. Mangiamo con la televisione accesa e quello che c’è nel piatto è l’ultima cosa a cui si fa attenzione. Certo qualche rinuncia l’ho dovuta fare, ma cerco di non irrigidirmi nella mia scelta. Faccio in modo che la dieta non sia una cosa che mi chiude agli altri, ma che anzi stimoli la convivialità.
Non vado spesso al ristorante, ma quando mi capita non faccio storie, cerco di adeguarmi scegliendo il meglio che c’è, così prendo un piatto di riso o di pesce o delle verdure.
Il mio regime alimentare è molto semplice. La colazione consiste in una minestra di miso e alcune cialde di riso. A lavoro mi porto degli ottimi biscottoni di farro e zenzero, senza zucchero. Li mastico nel corso della giornata moltissime volte, questo è il mio pranzo. La sera preferisco cenare con miglio, riso integrale o grano saraceno, insieme a qualche verdura. Certo cambiare dieta non è facile, occorre un po’ di pazienza, bisogna imparare ad ascoltarsi e riconoscere i propri limiti. È necessario un po’ d’impegno e di capacità d’adattamento, come in tutte le cose. E tutto quello che ho imparato, l’ho appreso frequentando i negozi del naturale.
Non è vero che si spende di più
Un’altra scoperta che ho fatto è che l’alimentazione naturale non è poi così costosa come si crede, anche perché nel 90 per cento dei casi vuol dire consumare meno. Se si segue una dieta corretta ed equilibrata non è vero che si spende di più, soprattutto se si rinuncia ai piatti pronti e alle preparazioni elaborate. Questo perché alimenti come riso integrale, grano saraceno, orzo, miglio costano pochissimo e con un chilo di cereali una persona mangia per una settimana. Anche perché il riso integrale e gli altri cereali vanno masticati a lungo, questo vuol dire che è sufficiente una quantità minima per saziare il nostre appetito. E se è vero che le verdure biologiche sono più care, è altrettanto vero che il loro sapore è molto più buono, non sono necessari tutti quei condimenti che siamo soliti utilizzare.
Quando io mi preparo i broccoli a vapore per esempio, basta solo un po’ d’olio a crudo per ottenere un piatto prelibatissimo. D’altra parte le verdure più utilizzate in macrobiotica sono quelle povere: carote, cavoli, finocchi, ed anche se sono bio poi non costano così tanto. E poi la zucca, è la cosa più buona del mondo. La zucca é meravigliosa, é un pasto completo. Non so, forse, mi sono abituata a questi sapori semplici, ma per me si tratta di alta cucina.
Gli alimenti più costosi che utilizzo sono sicuramente le alghe, ma per risparmiare ho trovato il modo di associarmi ad un gruppo d’acquisto. In conclusione, la mia esperienza con l’alimentazione naturale è più che positiva. Ne ho tratto vantaggi non solo per la salute, ma anche per la bellezza della pelle; in tanti oggi mi dicono che ho la pelle di una ventenne. E per una signora, non più giovanissima, è una cosa che fa piacere sentirsi dire.
Con l’alimentazione naturale, è cambiata anche la mia vita. Mi si é aperta la mente. Ho conosciuto tanta gente interessante che mi ha fatto crescere. Tra un mese, avrò il nuovo controllo della tiroide, ma non sono preoccupata, perché sto bene fisicamente. Gli esami del sangue sono una meraviglia. Negli ultimi tre anni il colesterolo è sceso a livelli bassissimi e la pressione si è stabilita intorno a 70-110. Magari non è solo frutto della macrobiotica, ma se ripenso a com’ero dieci anni fa, ora mi sento un’altra persona dentro e fuori. E tutto questo è iniziato modificando la dieta, il resto è venuto da sé. Ognuno di noi, fa le scelte che ritiene opportune, l’importante è imparare a prendere la vita nelle proprie mani…
Io ero una di quelle persone abituate a incolpare gli altri per tutto ciò che di negativo mi accadeva, solo dopo ho capito che dovevo cominciare a guardare dentro di me, a volermi più bene. Ho cominciato a porre attenzione non solo a cosa metto nel piatto, ma anche al tipo di tessuti che indosso, ai cosmetici che metto sulla pelle… tutto questo l’ho imparato da me, non me l’ha insegnato nessuno, è diventata una conseguenza della consapevolezza acquisita nell’alimentazione.
Articolo tratto da Terra Nuova - Marzo 2004
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