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Il Wwf: "Comandano le associazioni dei cacciatori"
08/09/2010 - C.B.
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"Con Delibera n.566 del 23 agosto scorso la Giunta Regionale ha emanato il nuovo calendario venatorio 2010-11 che prevede la preapertura della caccia all'1settembre e la chiusura al 31 gennaio". E' quanto scritto in una nota del Wwf della Calabria.

"Che la considerazione della Regione Calabria - prosegue la nota - nei confronti della fauna selvatica fosse pressochè uguale a zero era noto da tempo, ma la dimostrazione di arroganza da un lato e di succube accondiscendenza dall'altro, verificata in occasione della stesura ed emanazione del calendario venatorio appena approvato, davvero non ha precedenti. In pratica, a quali specie e in che periodo si potrà sparare in Calabria lo hanno deciso le sole associazioni di cacciatori, riunite 'd'urgenza a Cosenza lo scorso 5 agosto, affidando i loro desiderata ad un foglio di carta intestata di un albergo, il tutto scritto a mano. Le deliberazioni delle associazioni venatorie sono state integralmente recepite (ma su questo non avevamo dubbi) dall'Assessorato all'Agricoltura e quindi dalla Giunta, tanto che il 'documento' costituisce parte integrante dell'atto di Giunta". "La pubblicazione del Calendario - aggiunge il Wwf - a fine agosto, con ben due mesi di ritardo rispetto a quanto stabilito dalla legge non sembra affatto casuale, potendo garantire, come al solito, senza troppi problemi, la cosiddetta preapertura dell'1 settembre. Il tutto senza interpellare le associazioni ambientaliste, nè quelle agricole e infischiandosene allegramente delle indicazioni elaborate dai tecnici dell'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale (Ispra), che invece erano state recepite, anche se in parte, in una prima bozza di calendario licenziata a Luglio. Così si fanno i calendari venatori in Calabria. Nonostante le norme dettate dalla legge 157/92 così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art.42, che ribadisce il ruolo fondamentale del parere tecnico dell'Ispra, la Calabria ha inteso comportarsi come se nulla fosse accaduto, calpestando anche le norme dell'art.18 che prevedono la consultazione di tale organismo in caso di preapertura a settembre e la predisposizione di 'adeguati piani faunistici'. A meno che, com'è accaduto , non si voglia considerare come tale, un vecchio 'piano faunistico', che già rappresentava un vero e proprio aborto, scaduto da due anni e 'prorogato' per legge giusto per consentire di andare a caccia". "E' stato calpestato spudoratamente, in nome di meri - conclude la nota - interessi corporativi, il principio della tutela della fauna migratoria nel periodo di dipendenza dei piccoli dai genitori e di inizio della migrazione di ritorno ai uoghi di nidificazione ribadito a livello comunitario e riaffermato nelle recenti modifiche della legge quadro. Significativo il caso della Beccaccia, per la quale tutti gli organismi scientifici, a partire dall'ISPRA e persino studiosi e associazioni di parte venatoria auspicano da tempo la chiusura al 31 dicembre per assicurare una migliore conservazione della specie e che invece il calendario calabrese indica come cacciabile fino alla fine di gennaio".

Fonte: Ansa

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