Bruciori di stomaco, sonnolenza e tanti altri disturbi digestivi sono spesso scatenati da pasti in versione tavola calda.
Ma niente paura, con i giusti correttivi possiamo trasformare la pausa pranzo in un fast-food appetitoso ricco di vitamine e sali minerali. Meno salse e pane in cassetta, niente salumi e sughi elaborati, ma schiacciate, cereali integrali, verdure e condimenti leggeri. Andiamo allora a vedere cosa scegliere e cosa scartare.
SI’ Pane comune e vero integrale.
Casereccio e schiacciate sono preferibili a tramezzini, pane speciale e panini all’olio ottenuti con farine di seconda qualità e farciti di additivi. Diversi locali offrono anche pane integrale, di segale, mais o soia. Certo, non sempre è disponibile quello lievitato naturalmente e cotto a legna ma in ogni caso è bene non rinunciare al pane che è un ottimo alimento: oltre ai carboidrati contiene una discreta quantità di vitamine del gruppo B, ferro e altri minerali, fibre vegetali.
E poi si trova quello ai semi di sesamo, papavero e girasole, con olive o cipolle.
> Companatico proteico. Il panino può essere farcito di formaggio (meglio fresco), legumi. In più molti bar mettono ormai a disposizione i derivati della soia (tofu, tempeh, ecc) che permettono di fare il pieno di nutrienti, mantenendo la forma.
In ogni caso è importante che il 50 per cento dell’imbottitura del sandwich spetti alle verdure.
> Panino vegetariano. E’ nelle verdure e negli ortaggi il segreto dello snack goloso e digeribile. Cotte e crude riforniscono l’organismo di vitamine, minerali e oligoelementi, di enzimi indispensabili alla digestione e di fibra che ripulisce l’intestino. Facilmente reperibili anche le schiacciate arabe o altri panini farciti con sottoli (attenzione però a che siano sgocciolati).
> Pasta e minestra. Non c’è niente di meglio di un piatto di pasta, se il condimento è giusto: no a ragù e intingoli, un benvenuto invece all’olio extra vergine di oliva e al burro da consumare a crudo, poi una spruzzata di parmigiano e il gioco è fatto. Si trovano pure minestroni di cereali vari come riso e piselli o farro e fagioli, insomma il piatto unico all’italiana.
> Verdure. Un bel piatto d’insalata e di ortaggi vari cotti, accompagnato da un pezzettino di formaggio, o tofu, o uova alla coque assicurano il giusto equilibrio nutrizionale senza danneggiare le pareti gastriche e intestinali.
> Acqua, frullati e succhi. La bevanda dissetante e naturale per eccellenza è senza dubbio l’acqua. Se scegliamo un oligominerale, non scegliamo quella con le bollicine che appesantisce e ritarda la digestione. In alternativa ci sono tisane disintossicanti e tè. Bene anche i succhi, senza additivi e zucchero, che forniscono vitamine e sali minerali. Quanto bere? Poco e spesso. I succhi non dovrebbero essere sorbiti in gran quantità perché provocano sbalzi glicemici.
NO Snack grassi.
In biscottini salati, tartine e patatine si possono nascondere i perniciosi oli tropicali. Bene che vada ci s’imbatte in quelli di semi ma nella stragrande maggioranza ci sono cocco, palma, palmisti e margarine. Risultato? Si fa il pieno di materie prime scadenti e imputate di indurre ipercolesterolemia e patologie a carico del fegato.
> Pane speciale. Panini cosiddetti leggeri, toast e torte salate spesso sono lievitati chimicamente (carenza di enzimi), realizzati con farina 00 (niente fibra, molta energia ma scarse qualità protettive e plastiche) e "miglioranti" per la panificazione che occultano la scadente qualità del prodotto finale (antimicrobici, emulsionanti, conservanti, antiammuffenti, ecc.).
> Fritti. L’olio extravergine d’oliva va consumato a crudo sulle pietanze. I grassi vegetali e animali sottoposti a riscaldamento sviluppano le acroleine, tossine epatiche, e apportano un gran numero di calorie supplementari.
> Salse. Di frequente la sfiziosa maionese e altre salsine, apparentemente attraenti, sono mantenute in condizioni igieniche insufficienti e risultano addirittura vecchie.