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Ogm: se la Ue cambia le regola si rischia l'invasione
17/06/2010 - C.B.
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Rinunciare alla proposta di ristrutturare i processi decisionali tra l'Ue e gli Stati membri, che "si tradurrà in un aumento delle colture Ogm coltivate e utilizzate in Europa". Questa la richiesta del coordinamento europeo di Via Campesina.

Di Via Campesina fa parte anche Aiab- Associazione italiana agricoltura biologica. Nella lettera aperta ai commissari europei John Dalli (salute e tutela dei consumatori), Dacian Ciolos (agricoltura e sviluppo rurale) e Jan Potocnik (ambiente). Secondo la proposta di ristrutturare i processi decisionali tra l'Ue e gli Stati membri, spiega l'Aiab in una nota, "i singoli paesi potranno attuare una normativa rigorosa sulla coesistenza tra colture transgeniche e non transgeniche, agevolando così gli Stati nell'approvazione degli Ogm e bypassando l'attuale situazione di stallo nel processo decisionale in Europa". In una simile situazione, domanda l'Aiab, "come potrà un paese proibire agli agricoltori di acquistare e coltivare sementi geneticamente modificate che sono legalmente in vendita e che circolano liberamente nel mercato unico, mentre altri agricoltori nei paesi vicini crescono le stesse colture senza alcuna restrizione?". I cittadini europei, continua l'Aiab, "non vogliono alimenti o colture ogm, e ciò è stato ribadito in diverse occasioni dal Consiglio Ue con i voti negativi di numerosi governi". Eppure, lamenta, "nonostante ciòla commissione sta ora tentando di frammentare a livello europeo l'opposizione alle colture ogm". "Tale politica su una questione così controversa è semplicemente inaccettabile", continua l'Aiab, secondo cui il mercato unico europeo "non deve essere ostaggio di corporazioni GenTech". Perchè, sottolinea l'associazione, "gli Stati membri non saranno in grado a resistere a lungo alle pressioni delle contestazioni del Wto se non verranno sostenuti dall'Unione europea". Per l'Aiab, "una 'rinazionalizzazione' del processo decisionale sugli ogm creerebbe enormi difficoltà al diritto alla concorrenza e allo stesso mercato unico, minacciando anche la coerenza dell'Unione europea". Via Campesina e Aiab chiedono quindi che la Commissione europea "riconsideri la sua proposta" e al tempo stesso auspica "un divieto permanente a livello comunitario sulla coltivazione e l'importazione di colture e sementi ogm, e un divieto permanente di tutte le forme di brevetti sui geni, su animali e sulle piante".

Fonte: Dire

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