Questa volta parliamo di uomini
di Barry Durdant-Hollamby
cod. EA048 - pp. 195 - € 12.00
(prezzo per gli abbonati € 10.80)
Di cosa ha bisogno un uomo? Certo le risposte a questa domanda sono diverse per ognuno di noi, ma alcuni temi sono condivisi da quasi tutti gli uomini. Per esempio, una vita sessuale attiva e felice avrebbe un alto punteggio per quasi tutti; un’altra area molto quotata nelle priorità maschili è la sicurezza economica oppure un buon lavoro, ben pagato.
Tuttavia oltre a tutto ciò esiste un secondo livello di bisogni, di cui gli uomini non amano parlare, bisogni che non sono di solito capiti o considerati importanti dalla società in generale e che ci possono addirittura mettere in imbarazzo. Per esempio il desiderio di abbracciare e di essere abbracciati; quello struggente per una relazione affettiva che di solito un uomo prova nel momento in cui i suoi genitori non ci sono più o non sono più in grado di sostenerlo nei momenti difficili; il bisogno di qualcuno a cui poter parlare di argomenti di cui non potremmo mai parlare in un pub o al lavoro, temi come la morte o la malattia, le responsabilità familiari, le pressioni nel lavoro o le questioni di cuore.
Questi e altri bisogni sono stati ignorati per così tanto tempo che un uomo che appare esteriormente forte, dominante e spesso anche senza emozioni, forse dentro di sé ha mantenuto tutti gli elementi di vulnerabilità e di sensibilità che aveva da bambino.
Sotto l’esteriorità dell’uomo moderno può giacere addormentato questo altro io. un camaleonte così abituato al suo travestimento da non sapersi più riconoscere. Eppure anche un camaleonte che desidera scoprire la sua vera identità e che, a essere proprio sinceri, adorerebbe mostrare il suo vero aspetto a tutti coloro che gli stanno vicini.
John e Sylvie
John e Sylvie, una coppia sposata intorno ai trent’anni, erano a casa nostra per cena. Durante tutta la sera John continuò a riportare la conversazione sul vissuto di noia che provava in generale nella vita e soprattutto nel lavoro. “Sono a un punto morto. Non mi piace quello che faccio, ma devo continuare a farlo per poter mantenere lo stile di vita che abbiamo. Purtroppo lavorare tanto vuol dire stare moltissimo tempo lontano da casa e quindi perdermi la crescita dei miei bambini”. una lamentela comune fra i nostri amici.
A questo punto mia moglie Winnie gli chiese che cosa avrebbe fatto se avesse vinto alla lotteria. (Questo è un giochino fantastico per scoprire veramente le persone!). John rispose senza pensarci nemmeno per un attimo: “Diventerei un archeologo e viaggerei per il mondo!”. Sylvie, sua moglie da tredici anni che pensava di conoscere tutto di suo marito, lo guardò trasalendo sorpresa. Il camaleonte aveva mostrato i suoi veri colori.
Testo tratto da pagina 9 e seguenti del libro.