Esso unisce l’antica tecnica di respirazione cosciente e circolare alla potenza del pensiero creatore. Praticando il Rebirthing è possibile «rinascere» ad una vita più appagante che sia fonte di piacere e di benessere grazie alle nuove esperienze. Il Rebirthing è caratterizzato da una «respirazione circolare» (Pranapanagati negli esercizi di respirazione yoga) ove inspirazione ed espirazione si fondono in maniera armoniosa, consentendo il contatto e la soluzione delle tensioni profonde, fisiche ed emozionali. Nella seduta di Rebirthing è come se si entrasse attraverso il respiro nella propria biblioteca interiore, con la possibilità di consultare ogni fase della propria esistenza fisica e spirituale. Il Rebirthing ristabilisce anche quel legame implicito fra mente, corpo e spirito: si può dire che utilizzi il corpo per entrare in contatto con la mente, e che si serva della mente per entrare in contatto con il corpo. Comunque il fine del Rebirthing consiste nell’abbandonarsi al proprio Sé in un grande atto d’amore.
Uno strumento di autoguarigione
Respirare è uno dei più potenti metodi naturali di guarigione che abbiamo a disposizione. La sua funzione di ossigenazione e quindi di pulizia del sangue permette l’eliminazione delle tossine a livello cellulare, creando così più spazio, più libertà, più nutrimento e più armonia. Contemporaneamente questo processo riequilibra le emozioni e i pensieri. La persona si può così liberare da schemi ripetitivi, pregiudizi e preconcetti che ne limitano la vitalità. La pressione (quando necessaria) di determinati punti del corpo favorisce lo sblocco dei circuiti energetici e mantiene l’attenzione nel momento presente. L’analisi psicologica aiuta a raggiungere e vedere il vero centro di ogni problema e il modo di portarlo alla luce per risolverlo. Nel corso della seduta di Rebirthing sono accolte tutte le esperienze che ne derivano, afferenti a vari livelli di coscienza: da blocchi bioenergetici, emozioni represse, conflitti psicologici, traumi della nascita, sino allo sconfinamento nella dimensione transpersonale, caratterizzata da stati meditativi, momenti d’intuizione e di consapevolezza profonda e benessere psicofisico. Non sono rare le esperienze di risveglio e il contatto con dimensioni spirituali. In questi stati si possono trovare delle risposte che nascono da qualcosa che va oltre il pensiero.
La formazione in Rebirthing
La maggior parte dei rebirther non sono né medici né psicologi, anche se molti lo sono; sono professionisti, esperti, persone che hanno seguito corsi di formazione e che hanno sviluppato sufficiente sicurezza, integrità e compassione da guidare altri in sedute di Rebirthing con risultati positivi. E non sempre chi segue i corsi intende intraprendere la professione di rebirther, spesso desidera semplicemente vivere un’esperienza piacevole e benefica.
Come per tante altre terapie, anche per il Rebirthing «non ci si può aspettare alcun tipo di risultato positivo nella vita se non ci si assume la responsabilità di produrlo» così scrive Jim Leonard in «Rebirthing» (ed. Astrolabio). La costanza di praticare e il tempo necessario per l’acquisizione di alcuni strumenti di respirazione saranno determinanti per il conseguimento di una o più prossime «rinascite».
Tutte le scuole in Italia offrono seminari e corsi didattici aperti a tutti. La formazione professionale completa ha una durata di tre anni per un totale di circa 1.200-1.500 ore distribuite tra teoria di base ed un approfondito apprendimento tecnico-pratico. Fra i temi principali del triennio formativo, i meccanismi biologici e biopsichici connessi alla respirazione e all’iperventilazione, la psicologia classica, un confronto tra scienza e spiritualità (anatomia fisica e anatomia energetica dei corpi sottili), etica, deontologia professionale e un approccio laico alla spiritualità per l’uomo moderno in cerca di livelli più profondi della coscienza.
Parte integrante del percorso è un training individuale dove viene dato ampio spazio alla parte esperienziale soggettiva, che consente di apprendere e sperimentare in profondità gli aspetti costruttivi, integrativi ed evolutivi del Rebirthing.
L’approccio Transpersonale
La scuola Transpersonale si differenzia profondamente da altre correnti del Rebirthing di origine americana basate sul pensiero positivo. Il Rebirthing Transpersonale non considera accettabile il concetto tanto in voga che «il pensiero crea»: non è attraverso la semplice ripetizione di affermazioni che possiamo ottenere tutto, non si crede qui che l’ego, attraverso il pensiero, possa esaudire tutti i desideri, creare la propria realtà e influenzare la materia. Nell’approccio Transpersonale la seduta viene lasciata ad uno sviluppo spontaneo e naturale, e ciò che emerge attraverso la respirazione non deve essere manipolato e diretto da un controllo volontario dell’io. Il metodo stesso, infatti, è volto a favorire la trascendenza dell’io e il contatto con l’essenza.
L’«Arte di essere»
Il Rebirthing, utilizzando le parole del suo fondatore Leonard Orr, può essere anche definito come l’«Arte di essere», indicando con questa espressione un’esperienza che permette di sentire tutte le emozioni, le sensazioni, e che consente di vivere appieno la propria vitalità in tutte le parti del nostro corpo. Il respiro è vita ed è uno degli ingrediente indispensabili per ottenere un equilibrio e un benessere psicofisico, ma soprattutto una preziosa occasione per essere e far vivere il nostro Sé più profondo.
Articolo tratto dal numero arretrato di Terra Nuova Settembre 2005
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