Mi piace chiamarli bravi ragazzi. Sono gli uomini che denunciano e lottano contro la violenza alle donne. Ancora molto nell’ombra, questi maschi solidali credono che un altro mondo sia possibile. Un mondo in cui mogli, fidanzate, sorelle e figlie non sono corpi da possedere o da controllare, ma persone da trattare e considerare in maniera paritaria.
Stando alle statistiche del Bureau of Justice, negli Stati Uniti nel 2005 oltre 1100 donne sono state uccise dai propri partner, per una media di tre donne al giorno. E ultimamente queste cifre spaventose non accennano a diminuire. Per arginare il fenomeno occorre, oltre alla massima severità nel perseguire i colpevoli, anche un cambiamento culturale.
Ed in questo gli uomini sono fondamentali proprio perché, salvo rare eccezioni, sono i responsabili delle morti o delle vite traumatizzate di molte donne. Proprio da un trauma nazionale, il massacro di Montreal in Canada dell’Ecole Polytèchnique del 1993, in cui 14 studentesse vennero trucidate a fucilate da un giovane che le riteneva colpevoli di aver occupato il posto che sarebbe dovuto essere suo e di altri maschi, un gruppo di uomini, in risposta all’eccidio, si è unito per creare la White Ribbon Campaign (Campagna del Nastro Bianco), un’iniziativa maschile tesa a contrastare, sul piano dell’educazione e della sensibilizzazione, la violenza maschile alle donne, oltre che a raccogliere fondi per centri che accolgono donne maltrattate...
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