Wolfgang Sachs lavora da 14 anni presso il Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia, un istituto di ricerca che si occupa della tematica della transizione dall’attuale modello economico a un’economia post-petrolio. È inoltre membro del Club di Roma, docente onorario allo Schumacher College in Inghilterra, docente al centro interuniversitario per lo sviluppo presso la Sapienza di Roma, professore onorario all’Università di Kassel e presidente del comitato consultivo di Terra Futura, uno dei principali eventi italiani sulle «buone pratiche» della sostenibilità sociale, economica e ambientale.
A lui abbiamo chiesto di illustrare i motivi che ostacolano la transizione a un modello economico e sociale più sostenibile, obiettivo tanto auspicato quanto poi nella pratica ignorato.
D: Professor Sachs, perché a suo avviso le fonti di energia rinnovabile non hanno ancora avuto la diffusione che meriterebbero? Per lei è meglio puntare al rinnovabile o al binomio efficienza e riduzione degli sprechi?
R: Penso che le due dimensioni non siano così strettamente legate. Si può avere una maggiore efficienza energetica senza sviluppare il rinnovabile, e viceversa si può sviluppare il rinnovabile anche senza fare troppa attenzione all’efficienza. Certo è molto chiaro che questi due aspetti andrebbero sviluppati di pari passo, perché non ha senso sviluppare un sistema di energia rinnovabile in una situazione in cui si spreca molta energia. È meglio, oltre che più economico e più prudente, prima o allo stesso tempo aumentare l’efficienza, ossia avere case meglio isolate, impianti energetici che funzionano meglio e così via....
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