Allattare secondo natura
di Veronika Sophia Robinson
Terra Nuova Edizioni
pp. 280, € 13,00
(prezzo per gli abbonati € 11,70)
La mia esperienza mi ha aperto gli occhi su una situazione allarmante che si sta verificando nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (NICU) in tutto il mondo. Durante la nostra permanenza con Eliza, solo raramente abbiamo visto altre madri accudire il loro bambino prematuro. Lo staff diceva a tutti i genitori: «Non c’è nulla che possiate fare, è meglio se andate a casa». Questo mi è stato ribadito più e più volte quando ho chiesto allo staff dov’erano i genitori di questi bambini fragili, così piccoli da stare nel palmo di una mano. Persino quando un neonato prematuro non è in grado di prendere latte materno per bocca, ha bisogno di udire la voce di sua madre, sentire la sua pelle, il suo odore. Perché l’allattamento inizi e prosegua bene, la mamma ha bisogno di restare insieme al suo piccolo prematuro tutto il tempo che sia umanamente possibile. Può nutrire il suo bambino con un contagocce o una tazza.
L’ideale sarebbe che gli facesse cadere in bocca il suo latte direttamente dal seno. Chiaramente, questo è molto più facile se il genitore sta praticando il metodo canguro ventiquattro ore al giorno. Il posto migliore per un bambino prematuro è a casa sua. I bambini possono nascere a casa dalla trentaquattresima settimana, perché da questa età i polmoni sono in grado di lavorare autonomamente. La priorità è garantire che il bambino riceva la KMC, il che implica mantenere il bambino al caldo, ininterrottamente, tenendolo contenuto dentro la maglietta, a contatto della pelle del seno. I bambini tenuti in questo modo stanno molto meglio di quelli tenuti in ospedale.
Ecco i passi da fare per dare il benvenuto a casa al tuo bimbo nato prematuro:
- è fondamentale assicurarsi un sostegno pratico ed emotivo;
- partecipa il più possibile alla routine del tuo bambino quando è ancora in ospedale;
- impara, mentre sei ancora in ospedale, ad allattare a richiesta (cioè, prima che il bambino pianga), per fare pratica prima del rientro a casa;
- tieni sempre il bambino a stretto contatto con te; sostienilo contro il petto; mantieni il contatto pelle-a-pelle;
- mangia bene e bevi quando hai sete;
- riposa;
- noleggia un tiralatte elettrico. L’ideale è quello ad attacco doppio;
- impara a riconoscere i segnali che ti indicano se l’allattamento sta andando bene;
- tieni un diario dei cambiamenti nel tuo bambino, anche se ti sembrano piccoli e insignificanti; questo ti può aiutare a coltivare la fiducia nel fatto che tuo figlio sta crescendo e si sta sviluppando;
- c’è un equilibrio fra il fidarsi della propria intuizione e mantenersi consapevole dei cambiamenti;
- non usare ciucci, tettarelle e simili per non confondere il bambino mentre sta imparando a poppare al seno.
Se tuo figlio nasce prematuro, probabilmente ti sentirai sopraffatta da una quantità di emozioni contrastanti, e forse proverai anche uno shock o un senso di perdita; può anche succederti di negare a te stessa la realtà che tuo figlio è nato troppo presto e che è in terapia. Non meravigliarti se ti senti colpevole, arrabbiata, se provi paura o confusione. Accade spesso alle madri di prematuri.
Puoi anche sentirti emotivamente “intorpidita”, depressa o provare uno stato d’ansia. Non è insolito che i genitori di bambini ricoverati in un reparto di terapia intensiva vengano trattati in modo arrogante dall’équipe, e che venga detto loro che «non c’è nulla che possono fare». Ma si tratta del vostro bambino, avete tutto il diritto di stargli vicino. Vostro figlio ha bisogno di voi. State con lui tutto il tempo che potete, e ricordate che potete fare molto. Spesso l’ospedale ha delle linee guida che stabiliscono qual è il peso minimo che un bambino deve avere per poter essere preso in braccio e allattato. Anche La Leche League può darvi indicazioni in questo senso. Sempre, sempre, attingete alla vostra forza interiore e a quello che sentite giusto per il vostro bambino.
Potete iniziare il metodo canguro tenendo il bambino a stretto contatto ventiquattro ore al giorno e sette giorni la settimana. Ricordate: è questo il vero significato della KMC, non l’interpretazione che ne dà l’ospedale di un’ora al giorno.
Se il bambino alla nascita ha un punteggio APGAR di almeno 6, puoi allattare subito. Anche una sola settimana di allattamento già protegge dalle infezioni. E se tuo figlio deve essere nutrito con un sondino? Allora è il momento di tirarsi il latte. Ogni goccia è vitale. Immagina che ogni goccia contiene un’immunizzazione naturale che vale per tutta la vita. Prova: prima di tirarti il latte prendi in braccio tuo figlio, o toccalo. Metti una coppetta assorbilatte usata vicino al bambino nella sua culla, in modo che possa riconoscere il tuo odore.
Il latte della banca del latte, anche se è infinitamente migliore dell’artificiale, è pastorizzato, il che uccide le cellule vive che combattono le infezioni. Perciò prova a usare un tiralatte elettrico automatico, in modo da rendere disponibile il tuo latte. Se usi quelli con attacco doppio ci metterai la metà del tempo. Nessuna quantità è troppo piccola. Ogni goccia del tuo primo latte ha valore, ed è insostituibile per il tuo bambino. Quando ti tiri il latte, imita il ritmo di poppata di un neonato: tirati il latte per 10-15 minuti per seno ogni due ore. Mantieni un ritmo regolare. Più stimolerai i seni, più latte produrrai; attiverai gli ormoni che inducono la produzione del latte. Il ritmo di un bambino prematuro può essere diverso da quello di un neonato a termine. Tirarsi il latte è un’abilità tanto fisica quanto emotiva; concediti del tempo per imparare, e non ti arrendere per impazienza. Impara a rilassarti, trova un luogo riservato, e avrai un riflesso di discesa efficace.
Più a lungo ti tiri il latte, più aumenterà il contenuto di grassi. Poniti come obiettivo di tirare il latte per almeno cento minuti al giorno. Per diminuire l’ansia, tocca il tuo bambino. Se tirarti il latte è doloroso, prova un modello di tiralatte diverso. Non farti convincere che la formula sia la cosa migliore per un bambino prematuro. Gli alimenti formulati delle industrie sono un gran giro di affari, e il personale dei reparti ospedalieri riceve visite regolari delle multinazionali che promuovono i loro prodotti! Dai un’occhiata a tutte le “belle cose” sponsorizzate dalle industrie che vedi in giro nel reparto.
Il colostro del bambino pretermine contiene ancora più anticorpi contro le infezioni di quante non ve ne siano nel colostro del neonato a termine. Vedi, la Natura non perde un colpo. Le primissime poppate al seno richiederanno un sacco di tempo, di pazienza e intimità. Avrai bisogno di cuscini per essere ben sostenuta. Cerca di offrire una buona poppata almeno da un seno. Probabilmente il tuo piccolo avrà necessità di molti tentativi prima di abituarsi a poppare al seno. Il primo obiettivo sarà di renderlo interessato a leccare e riconoscere il capezzolo. Non bisognerebbe posticipare l’allattamento al seno: molte ricerche mostrano che poppare al seno materno è meno stressante che prendere il biberon.
Alcuni suggerimenti
- Tocca spesso il tuo bambino, parlagli tanto.
- Se possibile, cerca di stare ininterrottamente con tuo figlio, o fai dei turni con altri familiari e amici.
- Cambialo e dagli da mangiare tutte le volte che puoi.
- Chiamalo spesso per nome. Digli quanto lo ami, quanto sei felice che sia nella tua vita.
- Fai domande all’équipe medica.
- Non vergognarti di dare suggerimenti.
- Metti nella culla delle foto tue e della tua famiglia; se non puoi, lascia un nastro registrato con la tua voce.
Ricorda
- Il latte è molto più digeribile della formula (occorrono solo venti minuti).
- Se allatti al seno troverai un ritmo per le poppate molto più velocemente che con l’alimentazione artificiale.
- Gli anticorpi proteggono dalle infezioni batteriche.
- I bambini allattati dalla mamma hanno un miglior sviluppo motorio.
- Con il latte materno l’intelligenza si sviluppa ad un livello superiore e l’acuità visiva migliora. Guarda il tutto nella giusta prospettiva: i bambini allattati non sono “migliori”, sono come li ha progettati la Natura.
È il bambino nutrito artificialmente a essere un compromesso....
Testo tratto da pagina 61 e seguenti del testo.