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Ogm: le insidie della nuova strategia Ue
05/06/2010 - C.B.
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Opinioni discordi sulla nuova strategia pro-biotech dell'Unione Europea. Bruxelles sta preparando una modifica del suo approccio e il dossier, a cui sta lavorando il commissario Ue alla salute John Dalli, dovrebbe essere sottoposto all'attenzione degli Stati e del Parlamento europeo a luglio.

Accanto ad un sistema di autorizzazioni comunitarie su base scientifica, i Paesi dovrebbero avere la libertà di proibire o meno sul loro territorio la coltivazione di organismi geneticamente modificati, o anche soltanto in alcune regioni. In sostanza, non sarebbe più necessaria l'autorizzazione da parte della Commissione europea. I cambiamenti che covano da tempo e già annunciati in parte anche poco dopo l'insediamento del nuovo esecutivo Barroso, potrebbero essere discussi informalmente, prima della presentazione ufficiale, già nel prossimo consiglio dei ministri Ue per l'ambiente che si terrà la prossima settimana a Lussemburgo. 

Di recente la decisione di dare il via libera alla coltura della patata transgenica Amflora nell'Unione, mettendo di fatto fine, dopo dodici anni, alla moratoria sulla coltivazione di ogm in Europa, ha creato una levata di scudi da più parti. La nuova modalità nasconde però parecchie insidie, perchè gli Stati pro-biotech potrebbero coltivare liberamente senza più autorizzazioni stringenti e soprattutto senza dover predisporre un piano per la coesistenza. E questo farà correre il serissimo rischio di una contaminazione globale; inoltre non è prevista la garanzia di sementi ogm free. La proposta avanzata dalla Commissione Europea - dicono poi i Vas - non prevede un piano di responsabilità delle aziende nel caso delle contaminazioni e non riconosce l'importanza della purezza delle sementi". Secondo Simona Capagna dei Vas, "la Commissione Europea riconferma la sua vocazione pro-biotech e concede apparentemente più libertà agli Stati per ottenere in cambio una liberalizzazione di fatto sugli Ogm; anche perche - conclude - abbandonare una linea europea per avviare singole politiche nazionali potrebbe rendere più deboli gli Stati Ogm-free di fronte alle richieste del Wto".




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