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Tutti assolti per lo smog
19/05/2010 - gab
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Il tribunale di Firenze ha sollevato dalle accuse l'ex sindaco Domenici e l'ex governatore Martini. Sconcerto tra le associazioni che difendono la mobilità debole. I pm 10 vengono attribuiti a fonti naturali e transfrontaliere

Assolti, Domenici e Martini, perché “i fatti non sussistono”. Il tribunale di Firenze si è pronunciato così al termine del processo per l’inquinamento atmosferico da polveri sottili, respingendo le accuse mosse contro l’ex sindaco e l’ex presidente della Regione, per i quali la Procura aveva chiesto otto mesi di reclusione. Assolti anche gli altri imputati, assessori e sindaci, dell’hinterland fiorentino.

L’avvocato Bevacqua, legale dell’ex presidente della regione Toscana Claudio Martini ha spiegato che “un terzo della composizione del Pm10 è da attribuire a un contributo naturale e che l’inquinamento non deriva soltanto da fonti locali ma anche transfrontaliere. Quindi regione e comuni non possono governarli da soli ma serve una serie di misure che integrino i livelli locale, regionale, nazionale ed europeo”.


Agli imputati si contestava di aver disatteso la normativa europea che pone un limite ai giorni di superamento di sostanze inquinanti e di non aver adottato provvedimenti e misure per la tutela della salute dei cittadini. Il processo, cominciato nell’ottobre del 2008 si riferiva ai dati sulle emissioni atmosferiche prodotte a partire dal 2005.

“Una sentenza pilota – afferma l’avvocato difensore di Claudio Martini, Francesco Bevacqua -.  Applicando correttamente la normativa comunitaria non sussiste neppure il superamento dei limiti di legge e questo nega il presupposto dell’accusa”.

Al processo si erano costituiti parte civile i Codacons: “Siamo comunque soddisfatti – afferma Silvia Bartolini, rappresentante dell’associazione di consumatori – perché, in ogni caso, il problema dello smog è stato posto all’attenzione anche attraverso un procedimento di carattere penale”.


“Temo questo sia il primo passo per l’immunità verso gli amministratori”. A Vincenzo Donvito, presidente di Aduc, la sentenza sull’inquinamento da Pm10 e biossido di azoto non piace assolutamente.
L’inquinamento è prevedibile, non come lo tsunami o l’eruzione di un vulcano – sottolinea Donvito -. Se i problemi ci sono e vengono emessi provvedimenti che non servono a risolverli, la colpa c’è: di incapacità civile. Avere una delega politica non vuol dire impunità, bisogna andare avanti in appello perché chi non ha bloccato l’inquinamento di Firenze non se la cavi”.

Anche secondo Carla Lucatti dell’associazione Città ciclabile “la motivazione della sentenza è incredibile. Non si può chiedere alla gente di far finta di niente se noi e i nostri figli respiriamo veleno. Bisogna cominciare a prendere provvedimenti coraggiosi. Sabato nella ‘No smog parade’ che partirà alle 14,30 da piazza della Repubblica, organizzata insieme ad altre associazioni ambientaliste, faremo delle proposte serie, a partire dal controllo a campione dei mezzi più inquinanti sia pubblici che privati per poi vietarne la circolazione”.

Diverso è il giudizio sulla sentenza di Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana.
Il problema dello smog è serio, dice Baronti, “ma non si risolve con la magistratura, né solo in Toscana. Si risolverà con misure strutturali come la realizzazione delle grandi opere della mobilità sostenibile a partire a Firenze dalle linee 2 e 3 della tramvia e il forte potenziamento del trasporto ferroviario anche cittadini. I provvedimenti quotidiani possono a guarire l’aria di Firenze”. Baronti lancia un appello a Palazzo Vecchio. “Il consiglio comunale molti mesi fa ha approvato un piano di risanamento, ma non è mai stato attuato. Da quando è in carica questa amministrazione è stato fatto poco: questo inverno, nonostante i picchi di maggior inquinamento causati da traffico e riscaldamento, non è stata presa alcuna misura temporanea come il blocco del traffico”.

Fonte: La Nazione / Repubblica



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