Denti bianchi e alito fresco sono da sempre un obiettivo ambito, a partire dagli egizi che mescolavano sale, pepe, foglie di menta e fiori di iris. La pasta dentifricia così come la conosciamo nasce però agli inizi del XX secolo, ma è solo nel secondo dopoguerra che il sapone è stato sostituito da tensioattivi industriali.
L’ultima evoluzione riguarda i dentifrici biologici, che si riconoscono dalla certificazione rilasciata da enti italiani come Aiab, Icea, Ccpb, Bioagricert, o esteri come Ecocert, Bdih, Soil association, e garantiscono un’alta percentuale di ingredienti naturali di origine vegetale ottenuti con coltivazione biologica. Si garantisce in questo modo una produzione a basso impatto ambientale, una più alta degradabilità e l’assenza di quei componenti problematici come petrolati, parabeni, Peg, triclosan…
Molti dentifrici prodotti con criteri eco-biologici inoltre sfruttano appieno le proprietà dei fitocomplessi. Dall’estrazione delle molecole biologicamente attive contenute nella pianta si ricava un set di sostanze presenti in concentrazione singola molto bassa, ma con un’attività sinergica spiccata. Caratteristiche che le rendono meno aggressive e con minori probabilità di sviluppare effetti collaterali o fenomeni di assuefazione....
L'articolo prosegui con la lista dei principali ingredienti, analizzandone le componenti, le funzionalità e le interferenze con la salute umana:
>> gli abrasivi
>> gli umettanti
>> i correttori
>> gli addensanti
>> i conservanti
>> i tensioattivi
>> il fluoro e gli altri ingredienti funzionali
>> agenti antitartaro e antiplacca
>> gli aromi
>> PLUS: BOX "DENTIFRICI A CONFRONTO"
17 fra i maggiori dentrifrici commercializzati analizzati e confrontati in una pratica tabella.
L'articolo è disponibile nella versione eBook.
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