L'Organizzazione Mondiale della Sanità si è espressa sulle possibili effetti sulla salute umana delle ceneri emesse del vulcano islandese Eyjafjallajökull, qualora possano ricadere a bassa quota. In particolare l'inalazione delle polveri ultrasottili potrebbe causare dei problemi ai polmoni e ai bronchi, con una minaccia per gli asmatici e gli affetti da malattie respiratorie. Essendo inoltre abrasive, secondo l'Oms, potrebbero irritare la pelle e gli occhi. Tanto che per evitarne l’inalazione si potrebbero dover utilizzare mascherine antipolvere
Le agenzie europee dell’Organizzazione mondiale della sanità e delle Nazioni unite hanno stimato che circa il 25% delle ceneri eruttate dal vulcano abbia un diametro inferiore ai 10 micron, fattore che le classifica come polveri sottili (Pm10). La loro pericolosità per la salute umana è legata alla discesa di quota. L'Oms tuttavia specifica che trovandosi le cenere ancora in alta quota, non siamo ancora di fronte ad un rischio concreto di contaminazione per la popolazione.
L''Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) intanto ha escluso immediati rischi a breve termine sulla salute pubblica e animale legati alle possibili contaminazioni di acqua e cibo del fluoruro su acqua potabile, frutta, verdura, pesce, latte, carne e foraggio. A causa della mancanza di informazioni sulla composizione delle ceneri vulcaniche, l'attenzione dell'EFSA si è concentrata sul fluoruro perché quest'ultimo è stato identificato dalla maggior parte delle ricerche scientifiche come uno dei principali componenti che potrebbe portare rischi a breve termine sulla catena alimentare e sulla salute umana e animale. L'Efsa però riconosce anche una serie di incertezze di fondo per la mancanza di dati certi sulla composizione delle ceneri e sull'aria geografica contaminata. L'autorità informa che potrà consegnare pareri sui rischi di lungo termine e sui rischi indiretti non appena saranno disponibili informazioni sul livello e sulla composizione dei depositi di cenere vulcanica in Europa.