Tra le prime ci sono il Pongo, la plastilina e il Didò. Tra le seconde ci sono DAS, fimo e cernit. Sono prevalentemente paste sintetiche, con componenti di origine petrolifera. Il DAS ad esempio è costituito da talco, solfato, gomma sintetica, cellulosa e un conservante.
Il prodotto più naturale tra essi è il Didò, i cui ingredienti sono farina, acqua, sale, coloranti vegetali, profumo sintetico e conservanti.
Considerando le sue componenti si può immaginare di poterlo riprodurre in casa in maniera abbastanza semplice…ecco come fare il Didò in casa:
Per circa mezzo chilo di pasta occorrono due bicchieri di acqua, due bicchieri di farina bianca, un bicchiere di sale fino, due cucchiai di olio e due cucchiaini di cremor tartaro. Si amalgamano tutti gli ingredienti in un pentolino che poi si mette su fuoco moderato. Si attende qualche minuto finché non si rapprende nella consistenza desiderata, mescolando affinché non si attacchi al fondo. Se lo si vuole colorare, verso la fine si può aggiungere una bustina di zafferano o un altro colorante naturale. La pasta è pronta per essere usata. La si conserva in frigo in un barattolo di vetro finché non va a male. Qualora risultasse troppo unta, mettere meno olio.
La pasta di sale
Un’alternativa ecologica alle paste da cuocere in forno è la pasta di sale.
Si mescola un bicchiere di farina con due terzi di bicchiere di sale fino e si aggiunge acqua finché non si ottiene un impasto della giusta consistenza. Si lavora per una decina di minuti e lo si lascia riposare per un’ora.
Poi lo si modella a piacere e lo si cuoce in forno a 80° per almeno mezz’ora, facendo attenzione che non bruci in superficie. Non occorre cuocerlo completamente, continuerà infatti a seccarsi col tempo.
Articolo tratto da Terra Nuova - Febbraio 2010
Lettura consigliata:
- Il Grande Libro dell'Ecogioco
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