Il problema ogm ci è esploso fra le mani tra febbraio e marzo scorso; dopo anni di tentennamenti e immobilismo, l’Italia si è trovata, nel giro di poche settimane, faccia a faccia con due sentenze della giustizia amministrativa che imponevano l’autorizzazione alle semine di organismi geneticamente modificati e con un provvedimento dell’Unione europea che, in un colpo solo, ha autorizzato la coltivazione della patata antibiotico-resistente e tre nuove varietà di mais ogm.
La velocità con cui il problema è stato catapultato all’attenzione di tutti gli italiani ha colto alla sprovvista tutti, dal governo agli ambientalisti, dalle Regioni ai consumatori. Eppure non avrebbe dovuto essere così, perché la volontà dell’Unione europea di far coesistere colture ogm e tradizionali è nota da anni, ci sono state direttive, autorizzazioni, intimazioni all’Italia ad adempiere. Ma in questi anni si è andati avanti senza mai affrontare il problema di petto, rappezzando quanto occorreva, giocando di rimessa e in difesa. E oggi le linee sono sguarnite; ci siamo svegliati tutti dal sonno e ci siamo resi conto che l’immobilismo e l’attesa non hanno pagato.
Prime semine ad aprile
Ora ci troviamo ad affrontare momenti in cui ci si gioca tutto, in cui il valore aggiunto dei prodotti agricoli «made in Italy» potrebbe essere spazzato via irrimediabilmente. In poche parole, ci stiamo «giocando» ciò che mangiamo. La minaccia incombente è costituita dalle semine di mais ogm che, stando agli annunci di Futuragra e Confagricoltura, dovrebbero iniziare proprio a partire da questo mese. Una volta partite, tali coltivazioni contamineranno le altre, come dimostra quanto sta succedendo negli Stati Uniti, dove gli ogm si coltivano già da tempo...
Sempre nell'articolo:
>> La sentenza del Consiglio di Stato di gennaio e la Sentenza del Tar del Lazio di febbraio
>> Una clausola potrebbe bloccare le semine
>> Cosa succede nel resto dell'Europa?
>> La posizione e le direttive dell'Unione Europea
Plus: La battaglia legale contro gli ogm
intervista a Mattia Crucioli, avvocato esperto di diritto ambientale con alle spalle molte battaglie sul fronte della tutela dell'ambiente.
La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero cartaceo Aprile 2010 di Terra Nuova o come eBook.
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