|
|
|
|
Bambini dislessici: un mondo parallelo
Sono una nuova lettrice, ho acquistato la vostra rivista alla cassa del supermercato quasi per caso e devo dire che l’ho subito trovata piacevole. Ci sono articoli competenti e approfonditi su diversi aspetti della nostra vita e sul nostro benessere ed è per questo che sono rimasta piuttosto male quando mi sono imbattuta nella lettera di un’insegnante - Antonella - a pagina 96 del numero di novembre.
Ho due figlie, la più piccola, di 13 anni, è dislessica. La nostra vita nel mondo della scuola è difficile e tutta in salita come solo sa chi vive questo handicap di persona o in famiglia. La vita della mia bambina è migliorata da quando, all’età di 10 anni, attraverso una serie di test accurati le è stata diagnosticata la sua problematica che abbiamo provveduto a far protocollare ed inserire nel suo fascicolo scolastico. Il rapporto con gli insegnanti è sempre complesso: c’è chi ci crede, chi non ci crede, chi non sa come comportarsi, chi addirittura ignora la bambina nella vita di classe per non correre il rischio di sbagliare e chi più ne ha più ne metta. Noi genitori, poi, veniamo visti come personaggi apprensivi e poco obiettivi. Credetemi, chi scopre la dislessia (e c’è anche la disgrafia, la disortografia, la discalculia) scopre un mondo parallelo, una realtà diversa da quella “normale” che non coinvolge solo il mondo della scuola ma anche la realtà quotidiana. Certo, i bambini dislessici sono bambini come gli altri, ma hanno bisogno di un insegnamento particolare, di attenzioni particolari, di incontrare soprattutto persone preparate e di essere diagnosticati per tempo. Personalmente, io credo che il piccolo alunno di Antonella un problema ce lo abbia sul serio, che spetti ai suoi genitori la funzione di tramite tra il mondo della scuola e gli specialisti. Nell’interesse del bambino, comunque, l’insegnante potrebbe chiedere ai genitori un incontro con logopedista e psicologa. Ho il sospetto che Antonella non sia perfettamente aggiornata sulla problematica in questione, la invito perciò a documentarsi (su internet esiste tantissimo materiale eccellente) oppure prendere contatti con l’Associazione Italiana Dislessia. Questo invito è rivolto anche alla redazione della rivista. Non conoscendovi, non so se vi siete mai occupati di questo problema, ma il grande risalto dedicato alla lettera mi convince di no. Con piacere resto a disposizione per qualsiasi chiarimento nell’interesse dei bambini “etichettati”. Francesca Lucheroni
Gentile Francesca, non necessariamente condividiamo il contenuto delle lettere che riceviamo e siamo felici che questo spazio possa diventare un’opportunità di dialogo tra i nostri lettori, come in questo caso. Abbiamo comunque già trattato l’argomento della dislessia con l’articolo “Dislessia: pro e contro del test obbligatorio” pubblicato nel numero di ottobre 2008. Torneremo sicuramente a parlarne in futuro.
ARTICOLI CORRELATI:
Non ci sono articoli correlati.
I VOSTRI COMMENTI:
Non ci sono commenti inseriti per questo articolo.
|
|
|
| Le nostre riviste |
|
|
 |
| I nostri libri |
|
|
|
|
|
|
 |
| Links |
|
|
 |
| I nostri sondaggi |
|
|
 |
| Voce ai lettori |
|
|
Appena letti
Commenti
I più recenti
|
|
|