Processo all'acqua privatizzata
Si terrà il 25 maggio 2010, al tribunale di Napoli, la prima udienza del processo civile alla gestione dell’acqua da parte della società privata Gori spa, che detiene il servizio idrico in decine di Comuni della provincia.
Lo ha reso noto il Comitato civico per la difesa dell’acqua pubblica, sorto a Nola (Napoli), e promotore dell’iniziativa giudiziaria. L’obiettivo dei ricorrenti è ottenere dai giudici la revoca della concessione del servizio idrico integrato rilasciata alla Gori dall’Ato 3. “A questo punto solo i giudici possono liberarci dalle catene dei rincari ingiustificati, dei prezzi stellari e delle continue inefficienze: l’acqua deve tornare ai comuni”, sostiene Luigi Conventi, uno dei fondatori del comitato. Interessante il fatto che a Nola la protesta contro la gestione privata del servizio idrico sia guidata, tra gli altri, da sei parroci. Uno di loro, don Alfredo Scibelli, sacerdote della parrocchia del Collegio, si è posto alla testa del movimento, formato da migliaia di utenti che da anni si rifiutano di pagare l’acqua. Il parroco, con un gesto simbolico e clamoroso al tempo stesso, ha scelto di non pagare le bollette per la fornitura idrica alla sua chiesa e a tutti i locali annessi alla parrocchia. L’azione di protesta è sostenuta anche dalle quaranta associazioni di volontariato che compongono il consorzio La tenda dell’incontro, presieduto dall’avvocato Lucia Casaburo. | | |
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