A poco più di sessant’anni dalla prima edizione, Autobiografia di uno yogi, uno dei primi testi a far conoscere la filosofia vedica e la spiritualità indiana in Occidente, viene pubblicato in Italia nella versione originale. Come spiega il titolo, tema del libro è la storia, narrata in prima persona, dello yogi Paramahansa Yogananda, nato con il nome di Mukunda Lal Gosh a Gorakhpur, in India, il 5 gennaio 1893. Nel 1910, all’età di 17 anni divenne discepolo del grande maestro Swami Yukteswar Giri, nell’eremitaggio del quale passò la maggior parte dei successivi dieci anni della sua vita.
In età matura fondò la Self-Realization Fellowship per promuovere l’armonia e la pace fra le diverse nazioni, i popoli e le religioni del mondo. Fu il primo a divulgare in Occidente lo yoga attraverso conferenze, lezioni e pubblicazioni. Oltre che a interpretare in chiave vedica alcuni degli elementi fondanti della cultura ebraica e cristiana (come il Giardino dell’Eden), nel libro Yogananda narra gli incontri con numerosi celebri personaggi del tempo, dalla mistica tedesca Therese Neumann alla santa Ananda Moyi Ma, dal Mahatma Gandhi al poeta Rabindranath Tagore, dallo scienziato Luther Burbank al Premio Nobel Raman.
Abbiamo chiesto a Swami Kriyananda, uno dei pochissimi discepoli diretti di Yogananda ancora viventi, di presentare il libro e insieme raccontare gli anni della sua formazione con il celebre maestro indiano.
D: È difficile comprendere il grande successo di un libro come Autobiografia di uno yogi senza prendere in considerazione il contesto storico e culturale dell’epoca...
R: Il libro è stato pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1946. L’Occidente era appena stato devastato dalla Seconda Guerra Mondiale e tutto era pervaso dal materialismo. Autobiografia di uno yogi fu un’autentica anomalia nello scenario delle pubblicazioni di quel periodo e nessuna casa editrice vi credette fin quando la Philosophical Library accettò di pubblicarlo. Dopo le miserie della guerra, tutti cercavano di ricostruirsi una vita. Ricordo bene quei giorni. Tutti erano alla ricerca di un lavoro, di una buona carriera, di una sistemazione sicura dal punto di vista materiale. Soprattutto nessuno in Occidente pensava all’India e agli insegnamenti che potevano arrivare dalla ricca tradizione di quel paese. La comparsa di questo libro scatenò un’autentica rivoluzione culturale e spirituale...
La versione completa dell'articolo "Autobiografia di uno yogi" di Carlino Acaulis è disponibile nella versione ebook del numero di Febbraio 2010 .
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