La marijuana dello spacciatore sotto casa potrebbe essere geneticamente modificata. Un motivo in più per astenersi dal consumo e dal traffico di droga, che alimenta la malavita internazionale.
Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso nel novembre scorso ha lanciato un allarme sui rischi che, specie i giovani, corrono nell'assunzione di una droga non più tanto leggera come prima. Starebbe infatti per arrivare sul mercato illecito la marijuana caucasica, geneticamente modificata dai narcotrafficanti per ampliare il principio attivo. Gli effetti sarebbero nuovi e pericolosi: bisognerebbe controllare questa sostanza intervenendo ai rave party dove piu' elevato e' il rischio della sua messa in circolazione tra molte persone'.
Grasso - che ha parlato a margine di un seminario del Csm dedicato alle indagini sul narcotraffico, riservato ai magistrati e in corso nella sala congressi dell'hotel Ergife - ha aggiunto che lo stesso allarme riguarda anche le foglie di coca, anche esse geneticamente modificate.
Il procuratore antimafia ha riferito che esperti delle tossicodipendenze hanno avuto modo 'di visitare in Russia persone che avevano fatto uso di marijuana caucasica constatandone gli effetti deleteri'.
Secondo l'analisi di Grasso per mezzo della genetica biologica non è affatto calato il quantitativo dei principi droganti attivi contenuti nelle coltivazioni dei narcotrafficanti in Colombia. Oggi riescono ad ottenere dai sei agli otto raccolti di coca l'anno, mentre prima ne facevano solo due. Con la genetica biologica le piante vengono posizionate a soli due metri di distanza l'una dall'altra anziche' ad otto metri e cosi' le superfici coltivate rendono piu' di prima e viene ampiamente compensata la perdita del 15% dei campi, che la lotta alla droga e' riuscita a destinare ad altre coltivazioni'.