Nel mese di ottobre 2009 tutte le diagnosi, 974, effettuate ai cittadini stranieri irregolari che sono stati curati presso l'ambulatorio NAGA, sono state confrontate con 981 diagnosi effettuate a pazienti italiani di pari età che si sono rivolti ad ambulatori di Medicina Generale di Monza. "In ospedale, nelle camere di degenza, o nelle sale d'attesa degli ambulatori medici, quando è presente un immigrato sono stato più volte avvicinato da pazienti italiani che, sottovoce, mi hanno chiesto: Dottore, non sarà pericoloso? Chissà quali malattie avrà! Chissà quali malattie ci trasmetterà!" dichiara Guglielmo Meregalli medico specialista in Pneumologia e in Allergologia e volontario del NAGA. "Da richieste di questo tipo è nata l'idea di svolgere un confronto tra le patologie degli italiani e quelle dei cittadini stranieri irregolari che ogni giorno incontriamo al Naga, un confronto che ha permesso di raccogliere risultati di estremo interesse e che, ancora una volta, sfatano i pregiudizi più diffusi in questi ambiti" prosegue il Dott. Meregalli: "dai dati raccolti, infatti, possiamo affermare che complessivamente non ci sono
differenze significative circa le patologie riscontrate nei cittadini stranieri irregolari e nei pazienti italiani". Su una popolazione tra i 18 ed i 50 anni lo studio del NAGA,ha indagato le seguenti aree: apparato osteomuscolare,
respiratorio, gastroenterico, cardiovascolare, genitourinario, problemi ginecologici, malattie metaboliche, malattie psichiche, malattie trasmesse sessualmente, malattie gravi e tubercolosi. I risultati, su pazienti di età media di 35 anni al Naga, e di 36 presso gli ambulatori di Monza, dimostrano che le malattie ginecologiche, dell'apparto genitourinario, cardiovascolari, metaboliche ed endocrine incidono egualmente nella popolazione immigrata irregolare e in quella italiana. Invece le malattie respiratorie, gastroenteriche e psichiche e le malattie gravi sono meno presenti negli immigrati irregolari rispetto agli italiani; solo i dolori articolari ed ossei e le malattie della pelle, queste ultime meno rilevanti in termini di salute, sono maggiori tra i cittadini stranieri irregolari. "In conclusione la ricerca svolta permette di confermare la cosiddetta Teoria del Migrante Sano" afferma Il Dott. Stefano Dalla Valle della direzione sanitaria del Naga e coautore della ricerca, "ovvero il fatto che ci troviamo di fronte ad una popolazione sostanzialmente giovane e sana su cui vanno a incidere fattori di rischio comuni in situazioni di povertà. Le precarie condizioni di vita, di lavoro, la mancanza di informazioni e lo scarso accesso alle strutture sanitarie gravano pesantemente sul benessere dei migranti, portando ad esaurimento il "patrimonio di salute" di cui l'immigrato è portatore" prosegue il Dott. Dalla Valle. "L'erosione nel nostro Paese di questo patrimonio di salute ci sembra il fattore più rilevante e grave, non il pericolo di diffusione di malattie nei confronti dei cittadini italiani".