Ogni giorno, in Italia, sottolineano le due organizzazioni, scompaiono 100 ettari sotto il peso del cemento. Una superficie di territorio equivalente a 50 piazze del duomo di Milano. E questo "è il prodotto della trasformazione del suolo che negli ultimi decenni ha assunto una dinamica accelerata e non commisurata ai reali bisogni insediativi", scrivono Legambiente e Inu. In particolare a rischio la qualità del paesaggio e i terreni agricoli alla base delle produzioni alimentari 'Made in Italy'. Obiettivo del Centro di ricerca consumi di suolo è "la volontà di promuovere la tutela della risorsa suolo disponendo di dati certi, indispensabili per un serio monitoraggio degli effetti di scelte politiche e di pianificazione". "In Italia - ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - non solo siamo privi di un piano nazionale di lotta al consumo di suolo, ma deteniamo ancora un grave ritardo nell'acquisizione di dati aggiornati sul processo di cementificazione e sulle conseguenze ambientali, economiche e sociali che ne derivano. Un fenomeno di mancata consapevolezza che lascia maggiore libertà a chi specula sulla edificazione selvaggia del territorio". "La diffusione urbana - ha affermato Federico Oliva, presidente dell'Inu - è fuori controllo, sostenuta dalla
possibilità, per le migliaia di Comuni italiani, di impiegare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti. Per curare questa patologia servono numeri certi e politiche efficaci".
Fonte: Ansa