Sacro per il popolo dei Celti, associato ai concetti di fertilità, magia e preveggenza, l’idromele era apprezzato anche dagli antichi Egizi, tanto che il dodicesimo libro di Cocumella è in gran parte consacrato alla spiegazione dei procedimenti relativi alla preparazione di questa «divina pozione».
«Luna di miele» deriva proprio da questa bevanda, che gli sposi Celti dopo il matrimonio potevano bere per un intero mese lunare. L’idromele avrebbe dato loro le energie, l’ebbrezza e la saggezza necessarie per iniziare nel migliore dei modi la loro vita insieme.
Ci sono diversi modi di preparare l’idromele, una bevanda relativamente semplice dal momento che è costituita alla miscela di una piccola parte di miele in una quantità più grande d’acqua. L’idromele alcolico invece è costituito dalla fermentazione di una parte di miele, tre parti d’acqua e di alcune sostanze aromatiche. In Italia l’idromele è davvero poco conosciuto; la sua diffusione è avvenuta soprattutto nelle zone del Nord Europa e in Francia. Nel nostro paese tuttavia questa bevanda ha avuto molteplici nomi, Chouchen, Melikaton, Aqua Musla: chissà perché un prodotto semisconosciuto ha avuto nella storia così tanti nomi…
Idromele fatto in casa
Esistono alcune piccole aziende specializzate nella produzione di derivati del miele, tra cui anche questa particolare bevanda. È tuttavia possibile prepararselo anche in casa propria: la ricetta non è difficile anche se le varianti per la preparazione di questa bevanda sono davvero numerose. Innanzitutto bisognerà scegliere la gradazione alcolica desiderata e il tipo di idromele che si vuole preparare: secco o dolce, fermo o frizzante. Le fasi di produzione dell’idromele sono essenzialmente quattro:
• La miscelazione di una certa quantità di miele nell’acqua;
• La fermentazione, da effettuarsi attraverso l’utilizzo di lieviti selezionati;
• Il riposo della miscela per una certa quantità di tempo, per lo sviluppo di aromi secondari e la stabilizzazione delle sue caratteristiche organolettiche;
• L’imbottigliamento.
Attenzione alla provenienza
La provenienza del miele è importantissima: deve essere prodotto e preparato in modo naturale, senza riscaldamenti e manipolazioni che potrebbero fargli perdere le sue proprietà, anche curative. Il consiglio, per chi non lo produce personalmente, è quello di comprarlo da apicoltori in grado di garantirne la qualità e la provenienza.Alcune varietà di miele, come quello di acacia, di tiglio o altri mieli chiari, sono più adatti per ottenere lo spumantino, un idromele dal gusto delicato e frizzante. Le varietà di miele scuro o alcuni mieli ambrati come il millefiori, il miele di castagno o la melata – una secrezione zuccherinoresinosa prodotta da alcuni afidi e trasformata in miele – sono invece più adatte per l’invecchiamento, e con l’aggiunta di spezie e altri aromi possono venire utilizzate per la produzione di idromeli aromatici. È possibile usare miele con residui del favo, cera o addirittura api morte dentro: tutto questo non altera il processo di fermentazione del prodotto, ma potrebbe causare problemi per la lavorazione e produrre un’alterazione del sapore finale della bevanda.
Uso in cucina...
L’idromele viene spesso indicato come una bevanda da dessert.
La temperatura ottimale per la degustazione varia dai 15 ai 18 gradi, ma in alcuni casi può anche essere servito fresco, a circa 7/10 gradi.
Viene indicato come ottimo complemento per la cioccolata, sia fondente sia al latte, e per tutte le preparazioni a base di cioccolato.
In alcuni casi l’idromele può essere usato come un efficace ricostituente.
Ricette per la preparazione dell’idromele
1. Ricetta
Ingredienti per cinque litri di idromele: 1 kg di miele, 4 litri d’acqua di fonte o d’acqua minerale naturale, 3 grammi di lievito per dolci o per vino, 1 foglia di noce o qualche foglia di salvia
Diluite il miele nell’acqua e fate cuocere per un paio d’ore il composto insieme alla foglia di noce. In alcuni casi si può anche provare ad aggiungere un bicchiere di succo di mela. Dopo aver lasciato raffreddare il composto, filtrate con un panno e travasate il tutto in una damigiana o in un bottiglione. Preoccupatevi di lasciare spazio a sufficienza per la fermentazione, non riempiendo del tutto la damigiana. Stemperate in un po’ d’acqua il lievito e aggiungetelo alla soluzione. Agitate e mescolate il tutto. Sistemate un tappo da fermentazione o una garza legata con un elastico. Durante la prima settimana agitate 3-4 volte al giorno. Assicuratevi di conservare la damigiana in un luogo fresco e asciutto, possibilmente ad una temperatura non superiore ai 20 gradi. Dopo tre mesi, travasate il composto in un secchio pulito e lavate accuratamente la damigiana.
Travasate poi tutto al suo interno. Se il colore dovesse essere troppo torbido, filtrate il composto con un panno. Se invece dovesse avere fermentato troppo poco, aggiungete altro lievito.
2. Ricetta
Ingredienti: 350 g di alcol a 90 gradi, 2 g di cannella in canna, 1/2 g di chiodo di garofano, 400 g di miele, 1 litro d’acqua di fonte o minerale naturale, 1 scorza di limone.
Lasciate macerare in una vaso chiuso la cannella, il chiodo di garofano e la scorza di limone nell’alcol per circa 10 giorni. Filtrate il composto. Mischiate il miele con l’acqua e fate bollire il tutto fino a che il volume della soluzione si sarà ridotto di circa la metà. Lasciate raffreddare il composto e versatelo nell’alcol. Quando si sarà intiepidito, imbottigliate il tutto chiudendo il contenitore con la ceralacca o con il sughero. Lasciate riposare per almeno sei settimane, ancora meglio per un anno.
Articolo tratto da Terra Nuova - Gennaio 2007
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