Copertina: foto di James Brey, elaborazione di Andrea Calvetti
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ATTUALITA’
BIONEWS 4
a cura di Gabriele Bindi
L’olio di palma inquina anche l’aria
DALLA PARTE DEI CONSUMATORI 6
CONSIGLI PER I NON ACQUISTI
di Silvia Ricci
Saldi invernali
DALLA PARTE DEI BAMBINI
Insegniamo ai bambini ad amarsi
ALIMENTAZIONE
ALIMENTAZIONE E SALUTE 18
Insonnia: ecco le cure naturali
Giuliana Lomazzi
ALIMENTAZIONE NATURALE 22
Pappe a confronto
Michela Trevisan
CUCINA NATURALE 26
Menu del dopo feste
Alice Savorelli
PASTICCERIA NATURALE 29
Biscotti al naturale
ECOLOGIA DEL CORPO E DELLA MENTE
INCHIESTA 8
La plastica vegetale è davvero sostenibile?
Alexis Myriel
NUOVI PARADIGMI 12
La tirannia delle mode
Charty Durrant
BIOEDILIZIA 30
Ogni casa ha bisogno di un buon cappotto
Gabriele Bindi
ESPERIENZE 36
Nutrire la mente
Thich Nhath Hanh
NUOVE PROFESSIONI 40
Lavori verdi: un’opportunità concreta
Maria Ferdinanda Piva
ECOTURISMO 44
Lungo la valle del Draa
testo e foto di Alessandro Vergari
L’ALMANACCO DI TERRA NUOVA
NELL’ORTO A GENNAIO
Gli arnesi giusti
Maria Pagnini
ECO FARE
Spugne con materiali di recupero
Elisa Nicoli
AVANZI PREZIOSI
Crocchette di lenticchie, zucca e curry
Elena Moro
MINIMA RURALIA
Semi di casa
Massimo Angelini
LA CAREZZA DEGLI ASTRI
Acquario
Paola Mazzetti
ALTROMONDO
In difesa di Madre Terra 53
Giada Saint Amour di Chanaz
EQUO E SOLIDALE
Le botteghe del mondo oltre la crisi 57
Gabriele Bindi
Acqua: i rischi della privatizzazione 59
Alexis Myriel
Sommario: SALUTE E’
INCHIESTA 62
Vaccino antinfluenzale A: le prime vittime
Beatrice Salvemini
RIMEDI NATURALI 66
Tea tree oil: un rimedio “essenziale”
Silvia Moro
Pagine Verdi 69
SALUTE NATURALE 70
La lunga strada delle Medicine Non Convenzionali
Luisa Valeria Sapia
ALIMENTAZIONE NATURALE 74
Segale: un cereale ritrovato
Giuliana Lomazzi
I libri di Terra Nuova Edizioni 72
COMMENTI
LA PENNA AI LETTORI 94
SPUNTI DI VISTA 100
La nuova pandemia
A. Nonimo
Editoriale a cura di Mimmo Tringale: I ladroni dell’acqua
In questi giorni mi è tornato in mente un vecchissimo film di Kurosawa ambientato in Siberia. Dersu Uzala, il protagonista della storia, vissuto fino ad età matura nella Taiga, una volta approdato in città rimane stupito dalle numerose stranezze della vita urbana, e di una in particolare: il fatto che l’acqua, così abbondante in natura, si debba acquistare. In altre parole che ci sia un padrone dell’acqua.
Questo film del ‘75 è diventato improvvisamente attuale con la conversione in legge del decreto Ronchi, che in qualche modo obbliga i comuni ad affidare a privati o a società miste la gestione di servizi pubblici, tra cui l’acqua. Con questo semplice atto legislativo dunque, l’acqua da bene comune diventa ufficialmente merce, oggetto di speculazione. Una speculazione che ovviamente non si ferma ai confini nazionali, ma ha assunto da tempo dimensioni mondiali.
Perché tanto interesse? La risposta è molto semplice: l’acqua non solo è una risorsa essenziale, ma sta diventando sempre più rara. Già oggi, un miliardo di persone non hanno accesso diretto a fonti idriche e secondo un recente rapporto della McKinsey & Co. nel 2030 la domanda globale d’acqua supererà del 40% la disponibilità effettiva. Più domanda e meno offerta significa automaticamente prezzi più alti: grandi affari per chi come le grandi multinazionali Suez-Lyonnaise, Vivendi-Generale, Saur-Bouygues, Danone e Nestlé si stanno accaparrando in tutto il mondo sorgenti, reti idriche pubbliche e società private.
Per l’economista Riccardo Petrella, la privatizzazione dell’acqua non è una soluzione efficace né dal punto di vista politico, né da quello sociale, economico ed ambientale. «Non è giustificabile» afferma Petrella «considerare l’acqua come una fonte di profitto. In quanto fonte di vita, l’acqua è un bene patrimoniale che appartiene agli abitanti del Pianeta. La privatizzazione del petrolio è stata e resta un errore storico fondamentale, che non può essere ripetuto: bisogna impedire la petrolizzazione dell’acqua».
La buona notizia è che nonostante l’approvazione della legge qualcosa si può ancora fare: la Valle d’Aosta ha detto no alla privatizzazione dell’acqua e la Regione Puglia ha ripubblicizzato l’acquedotto pugliese; mentre il Forum dei movimenti per l’acqua ha lanciato una petizione popolare per «l’acqua bene comune». Informazioni più dettagliate sul vasto movimento sorto contro la privatizzazione dell’acqua sono riportate nell’articolo a pag. 59. L’invito è che ognuno faccia del suo meglio per evitare l’ennesimo scippo di un bene comune, così prezioso e fondamentale per la vita.