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Il falso ambientalismo uccide le comunità indigene
01/12/2009 - gab
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Le politiche adottate per ridurre le emissioni di CO2 ed il surriscaldamento globale danneggiano pesantemente le comunità indigene. Il falso ambientalismo dei ricchi presenta il conto alle popolazioni del Sud del Mondo. Dai biocarburanti alla compensazione di Co2...

Il nuovo rapporto di Survival International sui rapporti tra i cambiamenti climatici e le popolazioni indigene mette in luce un aspetto inquietante. Le popolazioni native si vedono infatti private della loro libertà e autodeterminazione in seguito alle misure adottate in seno agli organismi internazionali contro il surriscaldamento globale. Si tratta in gran parte di trumenti di mercato e su produzione agroindustriali di larga scala.

I  popoli indigeni del mondo, ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival International, pur essendo coloro che hanno contribuito di meno ad alimentare i cambiamenti climatici oggi si vedono anche violare i loro diritti nel nome della lotta per fermarli. Ben occultate dietro alcune misure di mitigazione dei cambiamenti climatici, governi e società stanno mettendo in atto un gigantesco furto di terre. E come sempre accade quando in gioco ci sono denaro e grandi profitti, i popoli indigeni del mondo vengono vergognosamente messi da parte”.

Ecco le principali minacce propugnate dal falso ambientalismo 
 
Biocarburanti: promossi come una fonte “ecologica” di energia alternativa ai combustibili fossili, la maggior parte delle terre destinate alla loro coltivazione è terra ancestrale dei popoli indigeni. Se l’espansione dei biocarburanti continuerà come previsto, milioni di indigeni rischieranno di perdere la loro terra e i loro mezzi di sostentamento, in tutto il mondo.

Energia idroelettrica: il boom delle grandi dighe costruite nel nome della lotta ai cambiamenti climatici sta sfrattando migliaia di indigeni dalle loro case.

Conservazione delle foreste: per “compensare” i danni indotti dal riscaldamento globale, i cacciatori-raccoglitori Ogiek del Kenia vengono sfrattati dalle foreste in cui hanno vissuto per migliaia di anni.

Compensazione delle emissioni di carbonio: sul crescente mercato del carbonio, le foreste dei popoli indigeni stanno acquisendo un crescente valore economico. I popoli indigeni sostengono che la compra-vendita delle quote del carbonio provocherà sfratti forzati e li deruberà delle loro terre.

Secondo Survival si deve evitare di monetizzare ogni riferimento alla giustizia e all'ambiente, e considerare invece la qualità della vita e la auto-determinazione delle comunità, ponendo un freno allo sfruttamento delle risorse (acqua, aria, terra, foreste…) e delle comunità.

Fonte: Survival




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