Il Piano Casa modifica la classica gestione dell’edilizia residenziale pubblica. È questa la valutazione emersa durante il convegno “Housing Sociale, le esperienze in corso e le prospettive”, organizzato durante la sesta edizione di Urbanpromo.
Secondo Marcello Arredi, direttore generale per l'edilizia residenziale del ministero delle Infrastrutture, e Luciano Tortoioli, coordinatore tecnico interregionale per l'edilizia residenziale pubblica, con il piano di edilizia residenziale varato ad agosto dal Governo si assiste al passaggio dal sistema piramidale a uno misto e partecipato.
In precedenza, infatti, era lo Stato a garantire il diritto alla casa attraverso prezzi accessibili. La riduzione dei fondi a disposizione avrebbe dato invece il via libera al sistema partecipato.
In base al Dpcm che ha attuato il piano nazionale di edilizia abitativa previsto dal Decreto Legge 112/2008, lo Stato metterà a disposizione 550 milioni di euro per la costituzione di un fondo immobiliare nazionale che finanzierà altri fondi locali. Lo scopo della manovra è attrarre gli investimenti di privati e fondazioni bancarie.
Investimenti potenziali: Secondo le stime potrebbero essere rastrellati 3 miliardi di euro inserendo l’housing sociale all’interno di iniziative più complesse. Entro gennaio, intanto, sarà individuato con gara pubblica l’ente che si occuperà della gestione del Fondo immobiliare nazionale.
A Milano, dove i prezzi delle case sono notoriamente proibitivi, la Giunta ha appena approvato nuovi strumenti per incentivare l'housing sociale e rispondere così al bisogno abitativo a costi accessibili. Il Comune di Milano, con una delibera che passerà in Consiglio prossimamente, apre a una serie di nuove necessità abitative a cui non è più in grado di rispondere soltanto con la tradizionale edilizia. Si parla anche di soluzioni temporanee montabili e smontabili, le cosiddette case container, diffuse in Paesi europei come l'Olanda e che si presentano come abitazione low cost spesso in chiave ambientalista, funzionali e pregevoli anche dal punto di vista estetico.
Altre Fondazioni bancarie, Regioni ed enti locali nel frattempo stanno mettendo a punto soluzioni sperimentali per la soluzione della tensione abitativa. È il caso di Parma, che attraverso un’intesa tra cooperative, imprese e banche, si prefigge di offrire 2500 soluzioni abitative, ricorrendo alle locazioni a canone sostenibile.
In Piemonte sono in fase di studio anche ipotesi come la coabitazione giovanile, il condominio solidale e la messa a disposizione di alloggi a basso costo per periodi di tempo limitato.
Fonte: Edilportale