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Val Maira: trekking con i bambini
09/11/2009 - F.G.
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Una settimana sui sentieri di una delle valli occitane più integre del Piemonte. Una bella esperienza di padri, madri e bambini, tra pascoli, boschi, mucche, fiori, villaggi di pietra e baite di legno.

Sono le 11 di sera, ma Niccolò, Gaia, Giovanni, Viola, Sofia e Pietro non ne vogliono sapere di andare a letto e nella piccola camerata con quattro letti a castello, in un caos di sacchi a pelo, coperte arrotolate e zaini aperti, sembra sia scoppiata una bomba, tanto è il disordine.

«Giochiamo ancora un po’ a nascondino!» ci implorano al nostro ordine di andare a letto. Non ci sarebbe nulla di strano se non che questi ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 13 anni, è cinque giorni che camminano con il loro zainetto.
Questa mattina si sono svegliati alle 7.30, hanno camminato per più di sette ore lungo la tappa più impegnativa del percorso e hanno fatto più di 1000 metri di dislivello. Certo, non sono mancati i momenti di sconforto, come nell’ultimo tratto di salita, quando Niccolò e Giovanni, i due «ometti» del gruppo si «piantano» sul sentiero e solo una lunga discussione e la grande pazienza dei rispettivi genitori riescono a farli ripartire.

Resterà nei nostri ricordi anche il sentiero fatto a passo di lumaca insieme a Pietro, il più piccolo del gruppo con i suoi 5 anni e lo sguardo furbo e tenero del Pinocchio di Comencini, andando avanti da solo cantando come un mantra «alla fiera dell’est» e soffermandosi su tutte le creature viventi più grosse di una formica. Poi però basta un prato per vederli di nuovo correre a perdifiato e una sosta presso una fonte fornita di tubo per innaffiare si trasforma subito in un gioco di schizzi di mezz’ora che gli fa passare tutte le «stanchezze».

Ormai è chiaro, dopo averli osservati per quasi una settimana, che ai bambini non mancano le forze fisiche, perché sono praticamente inesauribili e siamo sicuramente più stanchi noi genitori la sera. Manca solo lo scopo, la motivazione. A un bambino non interessa molto arrivare in quel paese o fare un determinato percorso perché c’è un bel panorama, anche se poi lo riconosce.

La sua spinta è un’altra e se non c’è il gioco e dei coetanei con cui giocare ben presto si stanca. E più con la testa che con le gambe. Certo, un trekking lungo il sentiero Occitano in Val Maira non è una «prima» molto semplice per un gruppo di genitori e bambini, alcuni dei quali non si conoscono neppure, ma se è vero che più sono le difficoltà e più si «cresce», questa è l’occasione buona per verificarlo....

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Novembre 2009 di Terra Nuova e in formato ebook.

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