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Nero, verde o bancha?
11/12/2003 - Catia Trevisani
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Se il caffè è qualcosa da consumare in fretta, magari in piedi, e con un evitabile senso di colpa; il tè è sicuramente una bevanda dai tempi lunghi, un invito a fermarsi. Sarà forse per questo che sulla sua origine esistono varie leggende.

In Cina, dove il tè si conosce sin dal 700 a .C., l’invenzione del tè si deve all’imperatore Shen Nung, il primo a coltivare la pianta del tè nei propri giardini. La leggenda indiana parla invece di Darma, un giovane monaco, che avendo fatto voto di restare sveglio ininterrottamente per sette anni, riuscì a dominare il sonno masticando le foglie di una pianta dalle virtù speciali: il tè.

Per i giapponesi fu il Buddha stesso a far nascere il tè. Durante una lunga meditazione, per tenere vigile l’attenzione e vincere gli attacchi di sonno, si strappò le ciglia e queste cadendo fecero nascere la pianta del tè.

Per noi europei, la storia del tè ha poco di poetico. La sua diffusione è legata allo sviluppo dei primi commerci internazionali e allo sfruttamento delle colonie d’oltreoceano. Da noi ipercivilizzati, il tè arriva con oltre 2000 anni di ritardo, è infatti solo nel 1610 che le navi olandesi della Compagnia delle Indie Orientali scaricano sulle panchine di Rotterdam il primo carico di tè cinese.

Oggi il tè è uno dei maggiori prodotti che animano il commercio internazionale.
Se ne producono circa 2,5 milioni di tonnellate annue, di cui 650mila solo in India e 450mila in Cina, paesi che sono anche i maggiori consumatori. In tutto il mondo si bevono più di quattordici mila tazze di tè al secondo. Si tratta soprattutto di tè nero, solo il 20% della produzione di foglie è utilizzato per la preparazione del tè verde, consumato per lo più in Cina e Giappone. Mentre il tè nero, oltre che in tutta l’area asiatica è molto consumato anche nell’area dell’ex blocco-sovietico. Poco diffuso è il consumo di tè nei paesi dell’Europa meridionale e in particolare in Italia, dove il consumo pro-capite è stimato in non più di tre tazze l’anno.

Essendo privo di calorie, il tè è molto utilizzato nelle diete, anche perché è sudorifero, toglie lo stimolo della fame, è un buon diuretico.
In qualità di tonico è consigliato come prima rialimentazione nei soggetti che hanno sofferto di disturbi dell’apparato digerente....

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero arretrato Gennaio 2004 di Terra Nuova - Formato elettronico

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