C’è un’altra America lontana anni luce da quella insistentemente propagandata dalle grancasse mediatiche. Realtà di piccoli paesi fuori dalle logiche dello sviluppo e della crescita esponenziale a tutti i costi, con economie autocentrate e produzione di cibo locale, assenza di megastore della grande distribuzione, profonda consapevolezza politica, sociale ed ambientale.
Sono transition town d’antan. Una di queste cittadine, che ho recentemente avuto l’opportunità di rivisitare, è Ithaca, situata nell’area nord-occidentale dello Stato di New York. Il tragitto dalla Grande Mela è un toccasana per gli occhi e per lo spirito. Con il passare delle miglia, cemento, grattacieli e immensi sobborghi lasciano il posto a foreste, laghi e fiumi. Ithaca si trova infatti nel mezzo della Finger Lakes Region, un’area paesaggisticamente stupenda in cui la natura, sapientemente conservata, fa ancora da padrona. Appena tre miglia fuori città, immerso in 80 ettari di terra vergine, sorge EVI (EcoVillage at Ithaca).
Storia e struttura dell’ecovillaggio
EcoVillage at Ithaca nacque da una visione della fondatrice Joan Bokaer durante la Global walk for a livable world, una marcia per la salvaguardia dell’ambiente attraverso gli Stati Uniti che durò diversi mesi, tra il 1990 e il 1991. Già l’anno seguente venne individuata della terra nell’area, fino a quando nell’agosto del ’97, dopo che l’anno prima un incendio aveva raso al suolo la parte già costruita, venne finalmente alla luce il primo cohousing a cui venne dato il nome di FRoG (acronimo di First Residents Group).
Nel 2004 venne completato il secondo (SoNG, da Second Neighborhood Group), mentre è prevista per la fine del 2010 la consegna delle case che costituiranno TREE (Third Residential Ecovillage Experience), il terzo dei tre cohousing che andranno a costituire l’ecovillaggio di Ithaca.
L’obiettivo dichiarato di TREE è la costruzione di case che siano: di metrature ridotte e finalizzate a ridurre consumi, costi gestionali ed inquinamento; «as green as possible» come mi ha detto Tim, l’ingegnere «verde» di cui sono stato ospite; ma anche economiche, per dare la possibilità di acquisto anche a chi non dispone di grandi mezzi economici.
Il layout di ogni cohousing prevede due file di case divise da una strada in terra battuta e solo pedonale; common house completa di cucina industriale, libreria, servizi, lavanderia, foresteria; stagno, parco giochi per bambini, falegnameria e garage comune.......
Sempre nell'articolo:
>> Efficienza energetica ad Ithaca
>> I principi ispiratori
>> Metodi decisionali e gestionali
>> Proprietà ed economia
>> La conservazione del territorio
La versione completa dell'articolo di Andrea Bizzocchi è disponibile nel numero di Settembre 2009 di Terra Nuova.
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