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Sommario n. 242 - Settembre 2009
01/09/2009 - F.G.
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(1365 letture)
INCHIESTA - Chi non vuole la filiera corta
CUCINA E SALUTE - Perchè le spezie fanno bene?
CUCINA NATURALE - Il sole in un vasetto
DECRESCITA - Frutti selvatici: è tempo di raccolta!
NUOVI PARADIGMI - L’arte del non acquisto
ECOCOSMESI - Un nuovo standard per shampoo e sapone
ECOVILLAGGI - Ithaca: tre cohousing per un ecovillaggio
ECOBRICOLAGE - Costruire una stufa a legna
economica ed efficiente
NUOVA EDUCAZIONE - Giocando s’impara
SALUTE NATURALE - Shiatsu: uno strumento di consapevolezza

Copertina: foto di Thomas Vogel

Acquista


ATTUALITA'

BIONEWS
Frutta e verdura non sfuggono allo smog
a cura di Gabriele Bindi

DALLA PARTE DEI CONSUMATORI
Consigli per i non acqusti: La televisione
di  Silvia Ricci

DALLA PARTE DEI BAMBINI
Bimbi, in cucina!
di Diletta Lombardo

ALIMENTAZIONE

INCHIESTA
Chi non vuole la filiera corta? 
di Alexis Myriel

ALIMENTAZIONE E SALUTE
A qualcuno piace speziato
di Giada Saint Amour di Chanaz

CUCINA NATURALE
Il sole in un vasetto
di Elisabeth De Souza Nunes

PASTICCERIA NATURALE
Biscotti ai fiocchi d’avena
di Pasquale Boscarello

DECRESCITA
Frutti selvatici: è tempo di raccolta!
di Elisa Nicoli


ECOLOGIA DEL CORPO E DELLA  MENTE

NUOVI PARADIGMI
L’arte del non acquisto
di Nicholas Bawtree

ECOCOSMESI
Un nuovo standard per shampoo e sapone
di Elisa Nicoli

ECOVILLAGGI
Ithaca: tre cohousing per un ecovillaggio
di Andrea Bizzocchi

ECOBRICOLAGE
Costruire una stufa a legna economica ed efficiente
di Luca Denti

CASA BIO
Decalogo antivampiri (energetici)
di Gabriele Bindi


L’ALMANACCO DI TERRA NUOVA a cura di Nicholas Bawtree

NELL’ORTO A SETTEMBRE: Il tempo balsamico
SPONTANEAMENTE: Sambuco nero
UNA BUONA PAROLA: Potare
ECO FARE: Kefir d’acqua
LA CAREZZA DEGLI ASTRI: Bilancia
PREPARAZIONI SELVATICHE: Marmellata di Sambuco
MINIMA RURALIA: Cercare i semi
A QUATTRO ZAMPE: In caso di vomito


ALTROMONDO

La libertà di non consumare e coltivare ogm
di Mimmo Tringale

POPOLI NATIVI
Perù: insabbiata la presenza delle tribù isolate

MONDO CICLABILE
Un popolo in bici
di Pla.To

PAGINE VERDI
ALIMENTAZIONE NATURALE: C’è muesli e muesli
di Giuliana Lomazzi

SEGNALIBRO
Abbracciare la vita
di Federica Del Guerra

I libri di Terra Nuova Edizioni


Sommario n. 45 - SALUTE E'

LA PIANTA DEL MESE
Menta, la profumata
di Ferdinando Alaimo

NUOVA EDUCAZIONE
Giocando s’impara
di Anita Constantini

ALTRA MEDICINA
Svizzera: medicine complementari nella Costituzione
di Beatrice Salvemini

RIMEDI NATURALI
Ginkgo: pianta della memoria
di Silvia Moro

SALUTE NATURALE
Shiatsu: uno strumento di consapevolezza
di Luisa Valeria Sapia

PAGINE VERDI DELLA SALUTE

LA PENNA AI LETTORI

SPUNTI DI VISTA
Il cuore e la buccia
di Troglodita Tribe

Editoriale a cura di Mimmo Tringale

Boom del solare, ma i nostri pensano al nucleare

Secondo una ricerca dell’Università La Sapienza e del Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile, dal 2007 al 2008 il numero di impianti fotovoltaici in Italia ha registrato una crescita del 318%, passando da 7625 a 31.875 e la potenza installata è più che quintuplicata, passando da 50 a 342 megawatt. Analogamente è cresciuto anche il fatturato: la vendita degli impianti fotovoltaici ha generato nel 2008 circa 1150 milioni di euro, con un incremento del 150% rispetto al 2007.

Una crescita destinata a proseguire anche in tempo di crisi grazie al pacchetto «Clima e energia» dell’Unione europea e che, secondo uno studio dell’Università Bocconi, dovrebbe raggiungere nei prossimi 12 anni un valore di 100 miliardi di euro, per un potenziale occupazionale stimato in 250.000 posti di lavoro nel 2020.

Nonostante queste rosee prospettive, in Italia si rispolvera il nucleare.
Perché?
Possibile che la classe politica che ci governa sia così miope e assoggettata alle lobby dell’atomo?
O c’è qualcos’altro?

Per Jeremy Rifkin, guru mondiale dell’ecologia, la risposta è molto semplice: esistono due modelli diversi di concepire l’energia. C’è un modello energetico elitario e un modello democratico. «Il nucleare» spiega l’economista americano «è un modello di produzione centralizzato. Servono grossi investimenti iniziali e altrettanti di tipo geopolitico e militare per difenderlo. Il modello democratico è invece un sistema equamente distribuito, dal basso verso l’alto, in cui ognuno produce la propria energia rinnovabile e la scambia con gli altri attraverso “reti intelligenti”, un po’ come si fa oggi con internet».

«La preferenza del nucleare» conclude Rifkin «credo abbia molto a che fare con un gap generazionale. E ve lo dice uno che ha 63 anni. I vecchi politici, cresciuti con la sindrome del controllo, si sentono più a loro agio in un mondo in cui anche l’energia è somministrata da un’entità superiore».

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