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Porta Palazzo: un cohousing a Torino
15/07/2009 - F.G.
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Anche il capoluogo piemontese ha il suo cohousing. A promuoverlo è l’associazione CoAbitare, in una delle piazze più popolari della città. I protagonisti raccontano questa esperienza fra difficoltà, burocrazia, riunioni e confronti, fino al successo finale.

Ma non esiste un termine in italiano per esprimere questo concetto?
Vediamo…coabitazione… coresidenza…co-qualcosa… però è come se questo «qualcosa» ci sfuggisse sempre un po’, come se alla parola che cerchiamo mancasse sempre un certo non so che e così ci siamo abituati a chiamarlo cohousing.

Forse è capitato anche a voi in qualche momento della vostra vita di immaginare di andare a vivere insieme ai vostri amici… no, non necessariamente come nelle comuni degli anni ’70, ma in un luogo dove ognuno abbia il suo spazio privato, assolutamente sacro e inviolabile! Dove però ci siano anche degli spazi condivisi, tipo una grande sala comune per cenare insieme, guardare un film, tenere una riunione o un seminario, organizzare mostre o altri eventi, fare un corso di yoga o una seduta di meditazione, e poi ancora una biblioteca, un terrazzo, un giardino, un orto, un micronido, una foresteria, una lavanderia, una palestra, una piscina, un laboratorio per piccole riparazioni e grandi sperimentazioni e chi più ne ha più ne metta.
A me, l’idea di qualcosa del genere è sempre un po’ frullata nella testa. Ed è stata davvero una bella sorpresa partecipare, ormai quasi due anni e mezzo fa, a una riunione in cui almeno una quarantina di altre persone la pensavano come me: non era quindi solo una fantasia o un’idea balzana!

Da un’idea a CoAbitare
A marzo 2007 viene dunque fondata a Torino un’associazione di promozione sociale per la creazione e la diffusione del modello abitativo del cohousing: si chiama CoAbitare. Non si propone in realtà nulla di straordinario: semplicemente di recuperare una serie di valori che il nostro mondo frenetico, sempre più frammentato e individualistico, ha gettato nell’oblio, ricercando una migliore qualità della vita attraverso la riscoperta della socialità e della cooperazione tra vicini di casa: insomma «un nuovo modo di vivere vecchio come il mondo», come dice il nostro motto.....

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Luglio-Agosto 2009 di Terra Nuova.

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