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Il senso di appartenenza
13/05/2009 - F.G.
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(8956 letture)
Finalmente disponibile il tanto atteso secondo libro di Willi Maurer "Il senso di appartenenza. Alla ricerca delle proprie radici: un viaggio essenziale per una vita più intensa e consapevole". L'autore riconduce le origini del comportamento umano alle esperienze delle vita prenatale, dalla nascita alla prima infanzia.
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Autore: Willi Maurer
pp. 258 - € 13.00

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Il senso di appartenenza
Il bambino, per essere amato, impara fin dalla prima infanzia a corrispondere ai desideri dei genitori. Fa di tutto, pur di non perdere il senso di appartenenza. Molti diventano «bravi», si rassegnano e nascondono la loro rabbia dietro una maschera di gentilezza. Altri si ribellano a quella che sentono una grande ingiustizia. Non solo i ribelli, ma anche i rassegnati accumulano dentro di sé lo stesso odio, ma nel secondo caso esso si manifesterà indirettamente, in conflitti quotidiani che, a prima vista, non sembrano collegati alle esperienze vissute nella prima infanzia.

Chi si è rassegnato, da adulto, spesso è insoddisfatto della sua vita sessuale e si sente a disagio nelle relazioni d’amore. Convinto che la colpa sia del partner, reagisce rifiutandosi e ritirandosi nel proprio guscio. Così facendo, soprattutto nell’ambito della sessualità, va a colpire il/la partner nel punto più vulnerabile. I sentimenti che si risvegliano sono gli stessi di quelli risalenti alla prima infanzia, che sono stati rimossi. La sessualità e la relazione di coppia rappresentano, quindi, un’opportunità per ricollegarsi ad avvenimenti passati e prendere coscienza dei sentimenti che, in modo inconscio, vengono repressi. In nome della lotta all’abuso in psicoterapia, legittima e necessaria, spesso attualmente vengono accusate, frettolosamente, tutte le forme di terapia corporea, in cui si lavori sulla sessualità.
In questo modo, per così dire, si butta via il bambino assieme all’acqua del bagnetto: il lavoro sulle sensazioni e sulle emozioni legate alla sessualità è qualcosa di completamente diverso dall’avere un rapporto sessuale, e costituisce una valida porta d’ingresso, per risalire alle ferite della prima infanzia, riconducibili alla relazione con la madre e al senso di appartenenza.

Willi Maurer propone il Lavoro Emotivo e Corporeo come uno dei possibili strumenti efficaci per ritrovare accesso alla propria verità interiore e per rendersi conto dell’importanza di assumersi la responsabilità della propria vita, e di lasciare agli altri la loro, come ben illustra questo brano tratto dal libro Il senso di appartenenza:

...«Diversamente da tipi di psicoterapia in cui il terapeuta “cura” i pazienti, assumendosi la responsabilità del loro processo di guarigione, nel Lavoro Emotivo e Corporeo non si tratta alcun dolore, sintomo o malattia. I partecipanti si assumono in modo cosciente la responsabilità personale per se stessi, i loro bisogni e la cura della loro salute e non li delegano a me, come guida e accompagnatore, né a un’altra persona. Io valuto che la malattia sia una reazione sana del corpo e della psiche a un comportamento, o uno stile di vita, malsano. Il famoso medico Paracelso, se non mi sbaglio, disse una volta: “Non curare nessuno, se non è disposto a modificare il comportamento che è all’origine della malattia”. Il suo insegnamento sembra dimenticato da numerosi operatori della salute, orientati al profitto. Il Lavoro Emotivo e Corporeo mette impietosamente di fronte ai propri schemi comportamentali, causa di sofferenza, e agli eventi primari quando, per autodifesa come strategia di sopravvivenza, si è ricorsi per la prima volta a quel tipo di comportamento che poi è diventato un’abitudine. Con esso è possibile aprirsi a un modo di comportarsi nuovo, adeguato alle situazioni contingenti e alla soddisfazione dei veri bisogni vitali. Nulla a che vedere con un peso, la “responsabilità” è la capacità di riconoscere ed esprimere i propri bisogni vitali. Chi comincia ad assumersi la propria responsabilità personale nella vita viene ricompensato da una dirompente gioia di vivere»....

"Il senso di appartenenza" è il secondo volume di Willi Maurer pubblicato da Terra Nuova Edizioni, che rappresenta la continuità, ma con un carattere proprio e un tema altro, con la prima pubblicazione dello stesso autore dal titolo; La prima ferita - l’influenza dell’imprinting sul nostro comportamento, un percorso di guarigione.

L'autore
Willi Maurer, nato nel 1945 nella Svizzera tedesca, vive da tempo nel Canton Ticino. Dal 1981 accompagna singoli e gruppi nello sviluppo del potenziale interiore personale con il Lavoro Emotivo e Corporeo, metodo da lui elaborato che permette di riprendere contatto con gli aspetti rimossi della propria esistenza, di elaborarli e di integrarli.
Ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e alla sperimentazione di diversi metodi di psicologia umanistica e di terapia (Gestalt, Terapia Primale, Bioenergetica, Feldenkrais) che lo hanno condotto a una intravisione (suo neologismo per indicare la visione d’insieme dei nessi) dell’origine dei conflitti individuali e collettivi.


 

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