Dal resoconto emerge, dunque, un aumento del settore del 63% pari a 1.9 miliardi di dollari solo nel 2007. I dieci marchi più conosciuti, anche per l’utilizzo di cotone da agricoltura biologica, attualmente sono, Wal-Mart (S.U.A.), C& A (Belgio), Nike (S.U.A.), H&M. (Svezia), Zara (Spagna), incudine (S.U.A.), gabbia Svizzera, granaio delle terraglie (S.U.A.), Greensource (S.U.A.) e Hess Natur (Germania).
Dunque, la maggior parte dei marchi e dei rivenditori al dettaglio offrono sul mercato abiti di cotone biologico rimanendo così impegnati nei loro programmi di sviluppo e promozione della sostenibilità del mercato e aumentare rispettivamente le vendite del settore, come segnalato su PRWeb, dal 24% al 33% per l’anno 2009/10, e quindi un ricavato pari 4 miliardi di dollari nel 2009 e pari a 5.3 miliardi di dollari per 2010. Secondo l’ Organic Exchange's Organic Cotton Farm and Fiber Report 2008, nel 2007/08, è aumentato sensibilmente, ovvero, del 152%, anche il numero di coltivatori di cotone biologico.
Parlando sempre in cifre, su 161.000 ettari di terreno, valutato in 22 paesi, 145.000 tonnellate di produzione sono di cotone bio. E ancora, dall’ Organic Exchange emerge che durante il 2008 le certificazioni di cotone biologico sono cresciute del 95%, aumento significativo se si considera una percentuale pari al 45% nel 2006 e del 53% nel 2007.