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Campagna popolare per l'agricoltura contadina - Marco Scapin
01/05/2009 - Admin
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Sono un vostro abbonato e assiduo lettore, ma vorrei esprimere una mia non piccola perplessità in relazione alla Campagna popolare per l'agricoltura contadina, sostenuta da questa rivista nel numero di marzo, a proposito del punto 2 lettera dove si legge: "abbiano il diritto di macellare direttamente nel proprio fondo il bestiame nato e allevato nel podere (...)".
Premettendo che da vegetariano, anzi quasi totalmente vegano, mi auspicherei che si optasse per scelte che producessero il minor male possibile per tutti, ma che ora in poche righe non mi soffermo ad argomentare, non trovo conveniente tornare a pratiche incontrollate (quasi sempre di stampo medievale) nel campo della macellazione. Infatti, se ripugno tale pratica anche in scala industriale stile catena di "smontaggio", trovo che lasciare libera pratica ad uccisioni senza stordimento preventivo e alquanto fantasiose, come ben si sa, non sia strada da percorrere per motivi etici anche se capisco che renda più responsabili dell'atto i diretti responsabili. Non so se sia possibile cancellare tale richiesta all'interno della Campagna, certo è che così scritta non potrà raccogliere la mia firma (e forse non solo la mia) benché sia io stesso già attivo in prima persona nel vivere e sostenere gli altri punti proposti. Un desiderio: che anche Terra Nuova faccia propria questa sensibilità proprio per una Terra Nuova, perché non tutto ciò che è tradizione è necessariamente giusto, anzi, se perseverato, diventa ancor di più un crimine! Grazie.
Marco Scapin, Pedavena (Belluno)

Caro Marco, sono uno degli organizzatori della Campagna popolare e condivido la tua sensibilità e la tua osservazione.
Poiché l'iniziativa riguarda tutti (ma proprio tutti) i contadini, al di là di ogni scelta di vita, ci era sembrato giusto inserire il punto sulla macellazione che è uno di quelli sui quali tutti i produttori che hanno animali e che abbiamo contattato si sono dichiarati favorevoli. Peraltro, quello che proponi sulla necessità che l'uccisione sia praticata attraverso i metodi più incruenti che sia possibile adottare non mi pare un limite per nessuno, anzi arricchirebbe la Campagna.
Ovviamente il testo della petizione, già firmata da numerosissime persone (2000 nel primo mese, e siamo solo all'inizio), non può essere cambiato: non sarebbe giusto né corretto. Però nell'assemblea delle organizzazioni promotrici abbiamo stabilito che, al termine della Campagna (11 novembre 2009, giorno di San Martino, termine e inizio dell'anno agricolo), raccoglieremo tutte le indicazioni (come la tua!) che possono integrare e arricchire la petizione e con quelle approvate all'unanimità delle organizzazioni promotrici presenti prepararemo un documento integrativo che presenteremo insieme al testo della petizione.
Quindi ti pregherei di andare sul sito www.agricolturacontadina.org, di entrare nella pagina "Di' la tua", e di lasciare la tua proposta. Un incoraggiamento: non lasciare detto cosa non va bene, ma, se puoi, proponici in quale modo - semplice e comprensibile - il punto dovrebbe essere integrato.
E poi aiutiamoci, perché al di là di tutto questa è l'occasione per chiedere a gran voce, tutti insieme, che i contadini siano finalmente riconosciuti e distinti da chi fa agricoltura imprenditoriale o industriale.
Massimo Angelini


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