I muri e i mattoni in terra cruda si ottengono impastando terra ed acqua, ed eventualmente limo e materiali inerti. Molto spesso, in alcuni casi all’impasto viene aggiunta della paglia per aumentare la capacità isolante.
La terra cruda può essere utilizzata secondo diverse tecniche realizzative:
A. Per formare mattoni cotti al sole (mattoni in terra cruda, detto adobe in francese, ladiri in sardo);
B. Per creare un muro stendendo progressivamente vari strati di impasto di terra cruda. L’impasto
molle viene gettato e compresso entro una cassaforma a corsi di altezza di mezzo metro per volta,
nello spessore del muro da eseguire, quindi lasciato asciugare prima di procedere al corso successivo (pisè in francese);
C. Per creare casseformi dentro cui si riversa la terra cruda. Predisposta una struttura lignea, che sarà strutturalmente collaborante, si procede all’applicazione dell’impasto molle, fino ad ottenere tramezzi e/o muri portanti (colombage in francese).
Inoltre, la terra cruda può essere usata anche per realizzare intonaci, quindi finiture superficiali, e pavimenti.
Sempre in questo articolo:
>> La terra cruda: elevata traspirabilità e comfort termico.
>> L'Associazione Terrae Onlus, per la promozione della terra cruda.
>> E' possibile agevolmente progettare e costruire in terra cruda o si incorre in problemi burocratici?
>> L'esempio di "Borgocapo", Casalincontrada (Ch): un edificio progettato in terra cruda.
La versione completa dell'articolo di Bioedilizia è disponibile nel numero di Marzo 2009 di Terra Nuova.
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