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Vino senza solfiti
13/01/2009 - F.G.
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(11618 letture)
Sono sempre più numerosi gli enotecnici e i viticoltori che scelgono di vinificare senza aggiungere solforosa, con risultati del tutto apprezzabili. Ecco il loro segreto.

L’impiego dei fumi di anidride solforosa, prodotta dalla combustione di zolfo, per risanare fusti e tini è una pratica molto antica. Relativamente più recente è il suo utilizzo in vinificazione, iniziato solo dopo la Seconda Guerra Mondiale e oggi molto diffusa, nonostante i rischi per la salute. In effetti, l’anidride solforosa è ritenuta tossica per inalazione, corrosiva e irritante per le vie respiratorie e il tubo digerente, può provocare alterazioni nel metabolismo di alcuni amminoacidi e della vitamina B1. In particolare il principale effetto negativo dell’anidride solforosa, in individui non affetti da ipersensibilità, è connessa all’azione degradativa a carico della vitamina B1 (tiamina), la cui carenza nell’uomo può provocare significative alterazioni a carico del metabolismo degli zuccheri (diabete). Reazioni allergiche ai solfiti sono state evidenziate anche per assunzioni di dosi molto basse (dell’ordine del milligrammo) e riguardano principalmente i soggetti asmatici.

Sono questi i motivi che hanno spinto la Food and drug administration (Usa) a proibirne l’uso dell’anidride solforosa sui cibi da consumare freschi, e paesi come Svizzera e Australia a vietare in toto l’impiego di alcuni solfiti. Tutto questo rigore nei confronti della SO2 e dei suoi sali nasce anche dal fatto che oltre che in vinificazione, essi vengono utilizzati in moltissimi alimenti: baccalà, gamberi e conserve, crostacei freschi o congelati, frutta secca, prodotti sott’aceto e sott’olio, marmellate e confetture, aceto, bevande a base di succo di frutta, funghi secchi, fiocchi di patate. L’SO2 viene inoltre utilizzata per sbiancare le farine e nei trattamenti post raccolta dell’uva....

>> E' possibile produrre un vino senza solfiti?

>> Quali sono le procedure da seguire e i segreti da conoscere?

>> La filiera produttiva dal vigneto all'imbottigliamento.

>> L'esperienza di un produttore di vino biologico senza solfiti.

La versione completa dell'articolo è disponibile nel numero di Gennaio 2009 di Terra Nuova.

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