La scoperta dello iodio come minerale indispensabile al corretto funzionamento della tiroide ha innescato la "iodio mania" nel sale. L' uomo ha pensato bene di addizionarlo nel comune sale da cucina o clururo di sodio. Ma questo supplemento nutrizionale è davvero indispensabile? A dare una risposta è www.naturopataonline.org.
Il processo naturale che porta alla formazione del sale dura milioni di anni. In questo lasso di tempo è la natura stessa che seleziona il salgemma depurandolo dalle rocce , dai metalli pesanti e perfino dalla radioattività. Questo sale è indicato per l’ uso alimentare.
Sono cinque le forme più comuni di sale:
Cristallo di sale
Sale cristallino
Salgemma o sale grezzo
Sale raffinato o sale marino
Sale addizionato
Sale cristallino: Il cristallo di sale rappresenta la forma più pura e naturale del sale. Il sale cristallino è molto simile al cristallo di sale. Il cristallo di sale ha una forma esteriore perfetta mentre il sale cristallino è più grezzo. A livello qualitativo la composizione è molto simile. Il salgemma o sale grezzo, viene estratto dalle miniere. Non presenta il reticolo cristallino tipico del sale cristallino .
Sale raffinato: E' quello che tipicamente arriva sulle nostre tavole. E' ottenuto per raffinazione del salgemma o ottenuto direttamente tramite trivellazione o altri processi estrattivi (evaporazione solare ed evaporazione indotta). Al fine di renderlo più piacevole alla vista e depurarlo da eventuali sostanze estranee, viene raffinato.
Raffinazione del sale: Il sale naturale contiene anche zolfo, magnesio, calcio, potassio, ferro e iodio. I depositi di sale hanno un'età compresa tra 2 milioni e 570 milioni di anni; è un processo lungo e selettivo che porta ad accumulare sostanze minerali solubili in acqua e biodisponibili. Possono essere anche presenti numerosi oligoelementi come boro, bromo, carbonio, silicio. Il processo di raffinazione elimina questi sali minerali ed oligoelementi. Per evitare la formazione di umidità, vengono aggiunti carbonati e silicati.
Sale addizionato: Dopo aver eliminato una notevole quantità di minerali e oligoelementi preziosi, l'uomo aggiunge un solo minerale: lo iodio. E in etichetta è difficilmente menzionata la quantità aggiunta, per non parlare della forma chimica e della provenienza. Solitamente l’ additivo utilizzato è lo iodato di potassio in concentrazione di 50 mg per kg di sale. Questi valori variano da un produttore all’ altro con tolleranze anche del 50% più o meno di iodio aggiunto.
Quanto iodio serve al nostro organismo? Nessuno conosce con precisione la quantità di iodio indispensabile per evitare problematiche connesse alla tiroide. Ogni individuo ha una necessità differente di pochi milligrammi al giorno. Il fatto di assumere iodio addizionato non significa che il nostro organismo abbia la possibilità di utilizzarlo correttamente. Il sale iodato viene utilizzato da tutti; perfino gli animali vengono nutriti con mangime arricchito di sale iodato. Il sale iodato viene utilizzato da panettieri, gastronomie, ristoranti, industrie alimentari. Nei preparati industriali non è obbligatorio indicarne la sua presenza. Anche gli animali sono fonti di iodio: nel mangimi è largamente utilizzato. Le uova il latte ed i latticini sono, al pari del sale, iodati.
Gli effetti negativi dello iodio: Lo iodio non è indicato per chi soffre di ipertiroidismo. Alcune persone possono avere reazioni allergiche allo iodio.
Da dove arriva lo iodio aggiunto al sale? Esistono anche aziende specializzate che riciclano lo iodio dei rifiuti speciali.