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Memoria dell’acqua: ecco le prove
L'approfondimento di omeopatia su "Salute è" novembre 2008, è dedicato ad uno studio condotto dall’Università Federico II di Napoli, dal quale arriva la dimostrazione chimico-fisica della cosiddetta «memoria dell’acqua»: un passo importante verso una prova incontestabile dell’efficacia dell’omeopatia.
«Ci siamo chiesti» spiega Elia «se fosse vero che dal punto di vista chimico-fisico l’acqua sottoposta alla singolare procedura che caratterizza la preparazione dei rimedi omeopatici sia una nuova acqua realmente diversa da quella di partenza. La risposta è positiva, peraltro fortemente supportata da una varietà di risultati sperimentali». «Le metodologie di cui ci siamo avvalsi» spiega ancora Elia «sono tecniche fisico-chimiche ben consolidate: calorimetria a flusso, conduttometria, pHmetria, potenziale agli elettrodi di celle galvaniche. Gli innovativi risultati da noi raggiunti indicano, senza ombra di dubbio, la presenza di un’estesa ed ordinata dinamica che coinvolge l’insieme delle molecole di acqua allo stato liquido. Insomma, almeno nel contesto della procedura adottata in medicina omeopatica, l’acqua mostra effettivamente una memoria, anche se occorre andare cauti con l’uso che si fa di questo termine, in quanto ovviamente l’acqua non ha cervello».... Dai chimici arriva dunque la prova che i rimedi omeopatici, cioè ripetute e progressive diluizioni in acqua di principi attivi, non possono essere considerati semplice «acqua fresca» senza caratteristiche peculiari e senza efficacia, come più volte ripetuto dai moltissimi detrattori dell’omeopatia, che in Italia costituiscono il fronte che più ferocemente si oppone al varo di una legge in materia. A spiegare l’esito di anni di ricerche è lo stesso Vittorio Elia, nell'intervista che trovate in versione completa nel mensile Terra Nuova - Novembre 2008. Le nostre riviste: TERRA NUOVA e SALUTE E' Acquista ultimo numero Abbonati alla rivista Acquista un arretrato I libri di TERRA NUOVA EDIZIONI Visita lo shop on line

I VOSTRI COMMENTI:
- 19/04/2009 - Giovanni Colonna
Sono capitato per puro caso su questo sito ed ho letto l’articolo di commento fatto ad un articolo del collega Elia che già conoscevo ed anche il commento di un collega che, fra le altre cose, è un riconosciuto esperto internazionale delle proprietà di soluzioni di biomolecole. Mi dispiace contraddire anche io l’articolista ma il senso dell’articolo di Elia è tutt’altro. Non c’è nessun risultato che avalli le pratiche omeopatiche. Anzi è un corretto lavoro che segue, con rigorosa metodologia scientifica, alcune stranezze termodinamiche riscontrate nella struttura molecolare dell’acqua liquida con cui si preparano le soluzioni omeopatiche. Dal lavoro emergono risultati che riguardano la sola acqua e che indicano con chiarezza che a queste enormi diluizioni omeopatiche in cui alla fine rimane solo acqua, quello che si evince con tecniche chimico-fisiche molto ben note e definite, è uno stato di alterazione dello stato di equilibrio esistente nella struttura dell’acqua liquida tra organizzazioni sopramolecolari di acqua ordinata ed acqua disordinata. Nulla di più. La sostanza omeopatica in queste condizioni sperimentale non è presente a causa della sua enorme diluizione. L’unica cosa che resta dell’omeopatia sono le modalità di preparazione del campione attraverso quella metodica omeopatica indicata come succussione (determinata cioè da ripetute agitazioni meccaniche del sistema ultra diluito, oltre il numero di Avogadro e quindi formalmente privo di particelle omeopatiche). Gli autori spiegano che i risultati ottenuti non sono facilmente spiegabili con l’utilizzo della termodinamica classica ma potrebbero esserlo con l’ausilio della termodinamica dei sistemi non all’equilibrio. Comunque, non c’è nessuna affermazione nel lavoro che possa supportare le proprietà curative, o presunte tali, delle medicine omeopatiche. Se qualcuno le vede allora deve prima documentarsi sulla teoria dei “flickering clusters” dell’acqua, leggere un po’ dei sistemi complessi e delle teorie dei sistemi non all’equilibrio e poi rilegge l’articolo. Non mi meraviglio se moltissime riviste italiane di biomedicina, o presunta tale, non sono indicizzate su Medline. Esse non sono riviste scientifiche ma riflettono opinioni, ovviamente non scientifiche, di persone. Tutto qua. Per accedere a Medline ci vuole ben altro. Giovanni Colonna, Prof. Ordinario di Biochimica, Seconda Università degli Studi di Napoli.
- 30/03/2009 - violet
@gained Non conoscevo questa storia della vendita di armi, leggo però che dopo varie proteste, non ultima quella della prestigiosa rivista The Lancet, il problema etico della casa editrice è stato risolto.
Non essendo medico non leggo Tempo Medico che immagino sia una rivista divulgativa per medici e comunque i miei dubbi riguardavano la rivista La medicina Biologica, edita da una azienda che vende prodotti omeopatici, che mi sembrava fosse presentata solo come una rivista scientifica e non invece come anche una rivista divulgativa (sponsorizzata) per fautori della medicina alternativa.
Si è vero ci sono alcuni trial favorevoli all’omeopatia ma tutte le volte che i trial sono stati revisionati e giudicati complessivamente le conclusioni finali non sono mai state esaltanti. La stessa The Lancet ha parlato di End of homoeopathy in un suo editoriale qualche anno fa.
La mia opinione è che tutto debba essere studiato e controllato ma alla fine non debbano essere vanamente consumate le scarse risorse destinate alla ricerca scientifica: sempre opinione personale.
- 30/03/2009 - violet
@c.b.
Sempre gentile. Grazie per avere verificato e risposto.
- 30/03/2009 - c.b
Hai ragione Violet, l'azienda Guna edita la rivista La Medicina BiologiCA, ho controllato ed è COSì. Questa rivista è l'organo scientifico di cinque associazioni mediche (www.medibio.it) ma è anche edita da Guna
- 30/03/2009 - gained
Strano il mondo delle riviste mediche! Nemmeno Tempo Medico, la rivista del medico di famiglia italiano, è indicizzata su Med-Line. Peraltro è edita proprio da Elsevier la casa editrice che si occupa anche della vendita di armi. Su Med-Line inoltre tra gli oltre 3800 studi indicizzati, ci sono trials clinici che hanno dato esito positivo per diverse patologie.
- 26/03/2009 - violet
Scusate allora, la rivista edita dalla nota azienda produttrice di prodotti omeopatici (che non cito per correttezza) forse ha solo lo stesso nome.
Sul sito dell'azienda avevo letto: Le attività collaterali dell'azienda si articolano su un intenso programma di aggiornamento culturale per medici in tutte le città italiane, la pubblicazione di una Rivista specializzata LA MEDICINA BIOLOGICA e la pubblicazione di molti testi medici inediti in Italia. … Ma non essendo la stessa rivista allora devo avere sbagliato io.
Non metto in dubbio poi che esistano numerosi studi dedicati all'omeopatia, (il che non è una prova automatica dell'efficacia dell'omeopatia) però tra tutte le riviste della banca dati medica della National Library of Medicine americana non riesco a ritrovare la rivista da voi citata. Grazie comunque per la gentile risposta.
- 25/03/2009 - c.b.
La Medicina biologica non ha a che fare con aziende produttrici di prodotti omeopatici. E' invece l'organo scientifico che dà voce a cinque associazioni che riuniscono medici e terapisti che praticano la medicina biologica, dall'omotossicologia alla nutrizione biologica. E' un po' il contraltare italiano della rivista Tempo Medico, la rivista dei medici di base. Peraltro si può fare anche una interessante ricerca sulla banca dati medica della National Library of Medicine americana che ha indicizzato 3838 studi clinici dedicati all'omeopatia.
- 25/03/2009 - violet
Giuro non voglio essere polemica, non ho conoscenza della chimica-fisica dell'acqua e mi fido del lavoro degli scienziati, che, in maggioranza comunque dubitano fortemente della cosiddetta memoria dell'acqua. Ma tutto è possibile e bisogna dare tempo agli scienziati di controllare e verificare tutte le possibilità. Voglio solo sapere se la rivista citata, La medicina biologica, è la stessa rivista pubblicata da una nota azienda produttrice di prodotti omeopatici? Solo questo. Grazie
- 22/03/2009 - CB.
La rete e i forum sono un momento di democrazia, danno a tutti la possibilità di esprimere ed ascoltare moltissime opinioni, come quella qui riportata. La scienza ufficiale (alla quale appartiene senza alcun dubbio il professor Vittorio Elia) ha delle regole, non sempre condivisibili, ma regole a cui bisogna attenersi. Se un lettore pensa di aver individuato uno o più errori nell'articolo di cui si dibatte, non ha che da scrivere all'editore della rivista scientifica che ha ospitato l'articolo stesso (in questo caso è "La medicina biologica", ott.-dic. 2007)) argomentando i motivi del presunto errore. L'editore a questo punto, sempre che le argomentazioni non siano false o irrilevanti, invierà il manoscritto all'autore dell'articolo contestato che sarà tenuto a rispondere per iscritto. Questo è il modo corretto di procedere nella critica di lavori scientifici che hanno subito la mormale procedura di controllo che la scienza ufficiale impone affinchè l'articolo possa essere pubblicato. Per esempio RaffRag sostiene che l'acqua sottoposta a succussione ha le stesse caratteristiche di una soluzione omeopatica. E' farina del suo sacco? Lo ha letto da qualche parte? Lo ha pubblicato? Quali sono le rilevanze statistiche di questa affermazione? Successivamente attacca il lavoro di cui si dibatte dicendo che non dimostra gli effetti terapeutici di questi prodotti. Ma in questo lavoro non si afferma affatto questo; si afferma invece che le caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua dimostrano l'esistenza di una "memoria" dell'acqua stessa. Inoltre: RaffRag è proprio sicuro che la succussione si possa fare sotto vuoto spinto dato che comunque vi sarebbe una fase gassosa di vapor d'acqua?
- 30/01/2009 - violet
Esistono studi clinici controllati sull'efficacia dell'omeopatia?
- 05/01/2009 - RaffRag
Vi faccio notare che le anomalie osservate dal prof. Elia si verificano anche con acqua sottoposta a semplice 'succussione', la quale, cioé, non è mai stata a contatto con alcun principio omeopatico. Pertanto, gli esperimenti di Elia, lungi dal dimostrare alcun effetto curativo 'omeopatico', dimostrano semplicemente che tali anomalie sono indotte dalla succussione, ma non ne rintracciano la causa. Per mio conto, ritengo che le anomalie siano da attribuire a una fase gassosa microdispersa in acqua per effetto della succussione. Vogliamo suggerire al prof Elia di verificare se la succussione sotto vuoto spinto genera ancora queste anomalie?


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