Allergie: aria inquinata e troppa igiene
Aumentano le allergie in Italia e nel Mondo, con la complicità dei cambiamenti climatici e alla perdità delle difese naturali fin dai primi anni di età
Inquinamento atmosferico e surriscaldamento globale: due concause che accentuano il problema delle allergie. Le temperature più miti nei periodi invernali favoriscono il proliferare di insetti che prima erano assenti, mentre con l'aumento dell'umidità nell'aria in cui si sviluppano funghi, muffe e acari. Le allergie respiratorie sono sempre più diffuse, insieme a quelle alimentari e alle orticarie.
In Europa ormai il 30% è affetto da allergie, in Italia siamo fermi(sic!) al 20%, ma le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, prevedono una rapida impennata con un raddoppiamento del numero di patologie da qui al 2020.
Sotto accusa anche il ricorso eccessivo e ingiustificato all'igiene: "Lavandoci di più negli ultimi decenni abbiamo ridotto il contatto con molti batteri, diminuendo la capacità naturale di difesa" afferma Lorenzo Cecchi del Centro interdipartimentale di Bioclimatologia dell'Università di Firenze, intervistato sulle pagine di Repubblica "Il sistema immunitario, viene così poco stimolato, soprattutto durante l'infanzia e successivamente finisce per attivarsi contro allergeni innocui come il polline".
L'inquinamento atmosferico e la presenza di particolato sarebbe anche pericolosa per la pelle, per motivi ancora poco chiari. Certo è che viene compromessa l'azione di filtro dell'atmosfera nei confronti delle radiazioni ultraviolette.
Fonte: La Repubblica 5/8/2008
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