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Non uccidiamo in buona fede
10/05/2008 - Silvia Ricci
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Di nuovo primavera. Quante sorprese in natura: fiori, colori e... piccoli orfani! O almeno così crediamo noi quando d’improvviso scopriamo uccellini di nido, piccoli mammiferi e altri graziosissimi peluche dimenticati nel bosco da mamme snaturate....

...Presi dalla tenerezza e da una voglia materna di salvarli, spesso li poniamo a rischi maggiori che se li avessimo abbandonati alla loro sorte. Perciò... non uccidiamo in buona fede!

Ogni anno all’arrivo della bella stagione, i ritrovamenti di animali in difficoltà subiscono un’impennata, sia perché si va più in giro, sia perché in primavera ed estate si concentrano le nascite e molti piccoli di varie specie invadono le campagne e le città. Aumentano così gli incontri con i selvatici. Ma prima di agire d’impulso e soccorrere un animale, è necessario accertarci che sia effettivamente in difficoltà, poiché invece che benefattori, potremmo divenire dei rapitori o addirittura degli assassini.

Infatti, soccorrere un animale selvatico, giovane o adulto che sia, è molto complicato e impegnativo: bisogna avere esperienza e tempo a disposizione, sapere maneggiarlo, conoscerne la dieta adatta, il comportamento e lo stile di vita. Perciò non improvvisiamoci madre natura!
Chiediamo aiuto a chi ne sa più di noi, contattando il più vicino centro di recupero della fauna selvatica. Inoltre ricordiamoci che secondo la legge italiana (art. 21, L.157/92) è vietato «prendere o detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi e uccelli appartenenti alla fauna selvatica». Lo stesso vale per gli adulti in difficoltà. In entrambi i casi è possibile soccorrere animali solo per sottrarli a morte sicura o a pericolo imminente ed entro 24 ore, dobbiamo avvertire la Provincia o il Comune nel cui territorio li abbiamo raccolti ed eventualmente consegnarli.

Fuori dal nido
Non è raro incontrare i piccoli di molte specie fuori dai nidi e dalle tane e crederli in pericolo. In realtà, nella maggioranza dei casi, i genitori sono poco distanti e vigili e possono essere disturbati, se non addirittura messi in fuga dal nostro intervento. È inutile ed estremamente dannoso portare via un piccolo perché «forse potrebbe passare un predatore, essere vittima del freddo, morire di fame o venire schiacciato da una macchiana».  Lasciamo il compito di crescerli ai genitori, che sono senz'altro più abili di noi, anche se al momento possono essere in giro in cerca di cibo.

La versione completa dell'articolo "Non uccidiamo in buona fede" di Silvia Ricci è disponibile sul numero di maggio di Terra Nuova.

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