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Cavolo: jolly invernale
14/11/2007 - Massimo Ilari Urbinati
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Il cavolo (Brassica oleracea) bianco o rosso - e tutta la sua famiglia composta da verze, cime di rapa, cavolfiori e cavolini di Bruxelles - è quanto di meglio ci offre la natura nel periodo invernale...

E per più di un motivo: innanzitutto, perché sopporta bene il freddo senza l’aiuto di serre protettive, anzi è il gelo a rendere le sue foglie così tenere e appetitose; poi, è considerato l’ortaggio anti-raffreddore per eccellenza grazie all’elevato contenuto di vitamina C (circa 60-80 mg ogni 100 grammi contro i 45 dell’arancia) e allo zolfo, disinfettante e tonificante nelle affezioni dell’apparato respiratorio.

Ricco di calcio, fosforo, magnesio, rame, iodio, ferro e delle vitamine A, Bl, B2 e PP è dunque considerato un buon “mezzo di difesa” contro la malattia. In più, la sua alta percentuale di clorofilla lo rende un valido antianemico. Fu tanto apprezzato nell’antichità che Pitagora e Platone lo scelsero per chiarire il mistero della germinazione e della nascita: è da allora che si cominciò a far credere ai bambini di essere nati sotto un cavolo.
Attualmente ne vengono coltivate quasi 150 varietà, riunite in cinque gruppi: al primo appartiene il cavolo propriamente detto, con foglie aperte e fusto alto; cavolo rosso e cavoletti di Bruxelles fanno parte del secondo; nel terzo troviamo cavolo cappuccio e verza; al quarto il cavolo rapa; nel quinto, infine, ci sono il broccolo e il cavolfiore.

Verdure versatili, in cucina si possono mangiare in numerosi modi: crude, cotte, in zuppe, come contorno o associate ad altri vegetali e proteine animali. Molti a torto le giudicano indigeste, mentre ciò che conta è il metodo di preparazione. Dai cavolini di Bruxelles, al cavolo cappuccio e alla verza, per sfruttarne al meglio le proprietà occorre lavarli in acqua corrente per poi passarli qualche minuto al vapore o stufarli in poca acqua. In effetti, una cottura prolungata distrugge gran parte dei loro preziosi componenti.

Un’idea originale e benefica alla salute è anche quella di consumare il cavolo crudo come antipasto, aggiungendolo ad altre insalate di stagione: il segreto è di tagliare finemente le foglie, lasciandole poi macerare nel succo di due limoni.
E come dimenticare i crauti? Digeribili ed energetici sono un autentico concentrato di fermenti lattici e disinfettano l’intestino; divengono indigesti solo se associati a salsicce e carne di maiale.

Un pregiudizio assai diffuso attribuisce a questo prezioso ortaggio, quando è crudo, la caratteristica di contrastare il buon funzionamento della tiroide. In realtà, una certa moderazione nell’uso riguarda solo chi già soffre di affezioni tiroidee. Un ultimo consiglio. Tutte le crocifere al momento dell’acquisto debbono presentarsi ben compatte e sode, senza annerimenti sulla superficie e con foglie fresche, turgide, ben serrate e provenire da coltivazioni biologiche.
Si conservano a lungo in frigorifero, a patto di non riporle in contenitori di plastica.
Per eliminare quasi del tutto il forte odore che si sprigiona durante la loro cottura occorre mettere nell’acqua del succo di limone, oppure un cucchiaio di aceto o un pezzetto di pane.

Le ricette di cucina naturale

La vera ribollita
200 g di fagioli cannellini - 250 g di pane toscano raffermo da almeno 6 giorni, - un bel mazza di germogli di cavolo<

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