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Vene varicose
16/06/2007 - Catia Trevisani
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Benché le vene varicose abbiano una fortissima componente d’origine ereditaria, uno stile di vita salutare e un regime alimentare corretto consentono di prevenire o quanto meno contenere i disturbi legati ai ristagni di circolazione.

Varicose, dilatate, tortuose o superficiali, di problemi di vene agli arti inferiori, soffre circa il 50% degli adulti di mezza età. Ad essere più esposte sono le persone che per ragioni di lavoro, passano molte ore in piedi.

Le donne ne soffrono quattro volte più degli uomini, e tra tutti gli obesi sono di gran lunga i più colpiti. Il rischio aumenta con l’età: a causa della perdita di tono dei tessuti, del calo della massa muscolare e dell’indebolimento delle pareti venose. Anche la gravidanza può portare alla formazione di vene varicose, in questo caso, la causa è da ricercare nell’aumento della pressione sulle vene delle gambe.

Per meglio comprendere questi diffusissimo disturbo è utile conoscere qualcosa in più circa il funzionamento della circolazione venosa. Il circolo venoso inizia in periferia, dalle diramazioni capillari con numerose venule a parete sottile, che via via confluiscono in vene di diametro progressivamente maggiore, la cui parete è rivestita da una tonaca muscolare-fibrosa che consente ai vasi di accogliere volumi di sangue anche notevoli, grazie alla possibilità di dilatarsi e di sviluppando poca tensione. Infatti la funzione del circolo venoso è quella di serbatoio e di raccolta del sangue refluo dal circolo arterioso.

Vene varicose
A causa della loro posizione rispetto al cuore, le vene che si trovano al di sotto di esso tendono a dilatarsi e ad accogliere più sangue. Questo problema, accentuato dallo "stare in piedi", che ostacola il ritorno venoso verso il cuore, viene superato grazie a dei meccanismi di compenso. Movimenti anche di lieve entità causano, attraverso la contrazione muscolare, la compressione dei vasi e la spinta del sangue, in essi contenuti, verso il cuore, essendo il deflusso impedito dalle valvole interne a “nido di rondine” che mantengono il flusso in senso antigravitazionale. E’ così che l'alternarsi della contrazione muscolare fa da pompa, facilitando il deflusso del sangue dagli arti al cuore.

Si parla di vene varicose quando si manifesta una dilatazione e tortuosità delle vene superficiali a cui si associa l'insufficienza del sistema valvolare. In genere, le più colpite sono le safene, le due grandi vene sottocutanee che percorrono gli arti inferiori. Alla dilatazione delle vene superficiali consegue un'impossibilità da parte del sistema valvolare a contenere e a sospingere in avanti la massa sanguigna con conseguente stasi venosa, ulteriore dilatazione delle vene superficiali, distruzione delle valvole. Si instaura così un circolo vizioso, destinato a peggiorare sempre più.

I sintomi
Sintomo iniziale dell’insufficienza venosa è il senso di pesantezza agli arti inferiori, accompagnato a volte da parestesie (formicolii e affaticabilità), particolarmente evidenti dopo un prolungato stazionamento in posizione eretta. Le gambe appaiono gonfie, a causa dell’imbibimento dei tessuti sottocutanei, spesso diventano evidenti teleangectasie diffuse (reticoli di piccoli vasi superficiali dilatati) che col tempo tendono a diventare bluastre. In seguito, il quadro sintomatico può complicarsi ulteriormente, con la comparsa di varici, di tratti delle vene delle gambe che assumono un andamento tortuoso e una aspetto “nodoso”. Tutte deformazioni visibili ad occhio nudo e che poi diventano dolorose. Quando il quadro diventa cronico possono comparire discromie cutanee con macchie scure diffuse sulle gambe, accompagnate da complicanze, come le flebiti e le tromboflebiti. Nel primo caso il ristagno di sangue comporta l’instaurarsi di un’infiammazione a carico della parete vasale; nel secondo caso, la situazione è aggravata dalla formazione di un trombo intravasale (occlusione dei vasi) a causa di processi di aggregazione piastrinica e quindi di coagulazione del sangue.

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