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La sindrome del diniego
Pat Thomas
ALIMENTAZIONE NATURALE
Il miglio: un cereale da riscoprire
Giuliana Lomazzi
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Menù di primavera
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Attenti al pane
Nicholas Bawtree
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Acqua potabile: le alternative al cloro
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Elettricità: ora la possiamo scegliere pulita
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Calzature naturali
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I sensi della vita
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La certificazione energetica
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DECRESCITA
Una tecnologia per la decrescita
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Sakya Trizin in Italia
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AGRICOLTURA NATURALE
Che cos’è la permacultura?
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The Farm: trent’anni d’utopia
Mimmo Tringale
Altro Mondo
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Il biologico è salvo?
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MONDO CICLABILE!
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Liberalizzazioni: ecco cosa cambia
DOVETE SMETTERLA!
I rumori del piano di sopra
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ALTROCINEMA
La libertà di cadere nella rete
Vanessa Picciarelli
SEGNALIBRO
Coltivare la sostenibilità
a cura di Federica Del Guerra
La mezza vittoria contro gli Ogm - Editoriale di Mimmo Tringale
La grande paura è passata. Il Parlamento europeo, rifiutando la proposta di soglia di contaminazione ogm del 0,9% della Commissione agricoltura, ha votato contro, o meglio, ha abbassato tale soglia allo 0,1%, valor scelto perché ritenuto il limite tecnico di rilevabilità. Ma è proprio così? In realtà, ormai le dotazioni tecniche a disposizione dei laboratori di analisi hanno una sensibilità inferiore allo 0,1%. L’emendamento 171 approvato dal Parlamento europeo richiede l’esclusione della dicitura «biologico», dall’etichetta dei prodotti «la cui contaminazione accidentale da parte di ogm superi la soglia rilevabile dello 0,1%». Ma, come sottolinea giustamente l’agroecologo Beppe Altieri, se si parla di soglia «rilevabile », a cosa serve scrivere «dello 0,1%»? Si parla di soglia di rilevabilità tecnica… o di soglia di «tolleranza»? Il fatto è che quello 0,1% più che un riferimento di laboratorio rappresenta un compromesso tecnico-politico che secondo alcuni dovrebbe mettere al riparo dalle contaminazioni accidentali di fondo. La verità è che l’inquinamento genetico si può affrontare in due modi: o lo si argina decisamente scegliendo la tolleranza zero, ora che siamo ancora in tempo per farlo, oppure ci si rassegna approvando leggi che dietro il riconoscimento di una soglia, qualsiasi essa sia, non fanno altro che ratificare il presente.
Un solo distinguo: chi crede di arginare gli ogm definendo una soglia massima di contaminazione prende in giro non solo se stesso, ma anche le generazioni future perché contro l’inquinamento genetico non c’è riparo.