Vinti gli iniziali pregiudizi da parte dell’establishment medico e farmaceutico, i rimedi omeopatici sono diventati negli ultimi anni molto popolari anche nel nostro paese, dove oramai vengono prescritti da oltre cinquemila medici e utilizzati da due milioni e mezzo di pazienti. Meno note sono le ricerche condotte, in diverse parti del mondo, per verificare l’efficacia dell’omeopatia anche nella difesa e nella cura delle piante. Si tratta di un settore ancora poco esplorato, ma ricco di prospettive e di interessanti opportunità per gli evidenti vantaggi di natura sanitaria e ambientale. Un’applicazione particolarmente interessante dei principi dell’omeopatia per l’uso agricolo è il sistema Plocher, messo a punto 15 anni fa da Roland Plocher, in Germania.
Analogamente all’omeopatia, la scienza convenzionale non ha ancora trovato una spiegazione soddisfacente al meccanismo d’azione del sistema Plocher, anche se oramai sono numerosi gli agricoltori che ne testimoniano l’efficacia.
Il sistema Plocher è un procedimento naturale utilizzato per restituire ai processi ecologici alterati (corsi d’acqua, terreno, piante, letame, ecc.) l’equilibrio naturale originario, intervenendo direttamente sulle cause del disturbo. Il meccanismo d’azione è di tipo vibrazionale. In pratica, l’informazione viene prima estratta da una fonte naturale (tintura madre, pianta, minerale, ecc.) e poi riversata su un substrato portante (ad es. farina di quarzo o un foglio di alluminio) che poi viene utilizzato per effettuare il trattamento. In questo procedimento non viene utilizzata nessuna fonte di energia convenzionale (elettrica, chimica, termica, magnetica, ecc.), poiché il passaggio d’informazione avviene sotto forma di vibrazioni.
Campo d’impiego
Il primo campo d’impiego del sistema Plocher è stata la rigenerazione dei corsi d’acqua e il miglioramento del processo di compostaggio dei liquami zootecnici, ma ben presto il suo utilizzo si é esteso a tutta l’attività agricola e in vari campi della bonifica ambientale. Grazie alla riduzione dell’azoto libero, è così possibile ridurre la crescita delle alghe e ripristinare la limpidezza nei corsi d’acqua e allo stesso tempo migliorare il processo di maturazione nei cumuli di compostaggio e nelle vasche dei liquami di origine zootecnica.
Esperienze d’impiego di questo sistema innovativo in campo agricolo sono state effettuate tra il 96 e il 97 su larga scala anche in Vietnam, da Nguezen Van Bo (Direttore dell’Istituto per il suolo ed i fertilizzanti) e da Cao Ky Son (Dirigente del comparto specialistico per la fisica agraria e l’ambiente), in 60 aziende agricole della provincia di Hanan, rilevando una riduzione fino al 99% della presenza di mosche e di colibatteri.